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Tegla Loroupe

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La Tenacia

Tegla Loroupe nasce nel 1973 in Kenia, in un villaggio di etnia pokot. Cresce con altri 24 fratelli, lavorando nei campi e badando ai fratelli più piccoli già prima di andare a scuola. È qui che incomincia a gareggiare nella corsa sulle grandi distanze, vincendo anche contro atlete più grandi di lei. Decide così di dedicarsi allo sport, appoggiata soltanto dalla madre e dalla sorella maggiore. Neppure la Federazione keniota sembra credere in lei, ritenendola troppo minuta (1,53 m di altezza). Tuttavia, dopo che nel 1988 vince una corsa nazionale, partecipa ai suoi primi campionati mondiali giovanili, dove si piazza al 28° posto. Da qui in poi, l’ascesa è inarrestabile. Il suo primo successo è la medaglia di bronzo nella mezza maratona ai Campionati del mondo del 1993 a Stoccarda. La prima vittoria importante è alla maratona di New York nel 1994, bissata l’anno successivo: è la prima volta per una donna africana. Nel 1997 centra due importanti vittorie: la prima vittoria alla maratona di Rotterdam (cui seguiranno le vittorie nel 1998 e nel 1999) e la prima vittoria ai mondiali di mezza maratona (bissati nel 1998). Grazie anche a questi successi, raggiunge la vetta della classifica IAAF. Il 1999 è un altro anno magico, nella maratona (di nuovo Rotterdam e Berlino), ma anche in pista, con la medaglia di bronzo nei 10.000 metri nei mondiali di Siviglia. Nel 2000 vince le maratone di Roma e di Londra. Torna ad una vittoria importante nel 2002, alla maratona di Losanna. Nel 2003 la vittoria alla maratona di Colonia, e nel 2004 a quella di Lipsia. Nel 2006 vince la mezza maratona di Hong Kong. Molti dei suoi record mondiali sono ancora imbattuti: non più quello della maratona di Berlino nel 1999, con 2h 20′ 43”, ma ancora i 20.000, 25.000 e 30.000 metri e il record dell’ora (18.340 m). A partire dal 2003, Loroupe inizia un’intensa attività nel sociale. Organizza le Peace Races per la promozione della pace: Uganda Peace Race, Southern Sudan Peace Race, Kapenguria Peace Race e Tana-River Peace Race. La Fondazione a cui ha dato vita, la Tegla Loroupe Peace Foundation, lavora per lo sviluppo socio-economico nel corno d’Africa e nella regione dei Grandi Laghi, con un impegno specifico per risolvere i conflitti e sostenere le persone più vulnerabili. Fra i progetti in corso, la costruzione della Tegla Loroupe Peace Academy, una scuola modello dove far studiare bambini abbandonati e orfani, ma anche un’istituzione che nasce per rafforzare la pace nei paesi coinvolti dal progetto.

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http://www.teglapeacefoundation.org/

Julio Velasco

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L’Ispirazione

Julio Velasco nasce a La Plata, in Argentina, nel 1952. I primi contatti con la pallavolo avvengono ai tempi del liceo e dell’università (studi di filosofia), quando gioca ed allena selezioni giovanili, ma la carriera vera e propria inizia nel 1979 al Ferrocarril Oeste di Buenos Aires, con cui vince quattro campionati consecutivi. Nel 1982, come vice-allenatore della Nazionale argentina, vince la medaglia di bronzo ai campionati mondiali. Nel 1983 si trasferisce in Italia e due anni dopo inizia ad allenare la Panini Modena. Qui incontra alcuni dei giocatori che segneranno la storia del volley nel decennio seguente: Cantagalli, Bernardi e Lucchetta, e poi Vullo. Insieme al più esperto Bertoli, formeranno l’ossatura di una squadra capace di riportare lo scudetto a Modena e di vincerlo per quattro stagioni consecutive fino al 1989. Proprio in quell’anno passa ad allenare la Nazionale italiana. Ottiene subito l’oro ai campionati europei disputati in Svezia, il primo nella storia della pallavolo italiana. Ed è solo il primo di una lunga striscia di successi. Fino al 1996, quando Velasco lascia la panchina azzurra, l’Italia colleziona 3 ori europei, 2 mondiali e 5 vittorie nella World League. Artefici di questi successi sono, oltre ai nomi già citati, Zorzi, Giani, Tofoli, Gravina e Bracci. Questo straordinario gruppo di giocatori forma la cosiddetta generazione di fenomeni: la nazionale italiana di quegli anni verrà in seguito premiata come Squadra del secolo. Il talento dei giocatori non mette però in secondo piano la figura dell’allenatore, tanto che in quel periodo Velasco acquista notorietà anche al di fuori del mondo della pallavolo. Alcune sue espressioni, come gli ‘occhi della tigre’ per indicare lo sguardo grintoso che pretende dai suoi giocatori in campo, diventano celebri. Nel 1997-‘98 Velasco allena la Nazionale italiana femminile. Da una sua idea nasce il Club Italia, una squadra che consente alle giovani promesse di allenarsi tutto l’anno. Nel Club Italia militeranno Togut, Lo Bianco, Mello e Rinieri, campionesse del mondo nel 2002 in Germania. La popolarità di Velasco nel mondo dello sport è tale che viene chiamato come dirigente prima dalla Lazio e poi dall’Inter di Moratti. Nel 2001 torna ad allenare una squadra di pallavolo: la Nazionale ceca maschile. Nel 2003 rientra nel campionato italiano, trascinando la Coprasystel Piacenza alla finale scudetto. Nel 2006 passa alla Acqua Paradiso Gabeca Montichiari, che porterà nella stagione successiva a conquistare i play-off scudetto.

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Julio Velasco

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