Articoli marcati con tag ‘ricerca’
Videointervista a Emmanuel Leprince
“Le PMI sono il motore trainante dell’economia europea, perché sono flessibili”
Sin da quando ha creato nel 1989 il Comité Richelieu, l’Associazione francese delle PMI innovative, ha dedicato la propria vita professionale ad aiutare azienda ad alto potenziale a ‘bucare’ il tetto di vetro che impedisce loro di crescere e diventare leader su scala mondiale. Attraverso tentativi (tanti) e tribolazioni (ancora di più), si è reso conto che gli ostacoli alla crescita non sono solo di ordine economico e industriale, ma anche culturale e psicologico: nel Vecchio Continente, cambiamento e rinnovamento sono spesso percepiti come una minaccia invece che un’opportunità.
Videointervista a Dan Serfaty
Abbiamo una visione multilocale:
siamo convinti che non si può fare networking nello stesso modo
in tutti i paesi del mondo.
Si autodefinisce ‘imprenditore seriale’. Ogni business che tocca Serfaty, acquisisce una sorprendente disposizione a crescere, crescere, crescere… Ha attraversato i territori della old e della new economy. Si è occupato di yogurt, turismo, tessile, finanza, networking e reti sociali. L’ultimo trofeo è viadeo.com, una piattaforma on-line per il networking professionale che conta solo 30 milioni di iscritti. La ricetta? Entrare in sintonia con il contesto ambientale lanciando di continuo impulsi andata-e-ritorno. Come fanno i pipistrelli.
Videointervista a David J. Gross
Il progresso della scienza
è molto più pasticciato di quanto
non ci dicano i libri di storia.
Tutti i protoni e i neutroni dell’universo si compongono di quark, particelle ammantate di un’aura di mistero: si dispongono sempre a tre a tre, e si attraggono reciprocamente con più forza quando sono lontane piuttosto che quando sono vicine. Sono “amanti distratti ma inseparabili: non possono stare l’uno lontano dall’altro, ma quando stanno vicini quasi si ignorano.” Nel 2004, insieme a Plitzer e Wilczek, Gross ha vinto il Premio Nobel per la Fisica per la scoperta della libertà asintotica dei quark nella cromodinamica quantistica.
Videointervista a Moshe Abeles
I singoli neuroni non si limitano a codificare una sola funzione per volta
ma detengono una capacità di codificazione dinamica.
Le sue praterie sono la neurofisiologia, l’ingegneria biomedica, la psicobiologia, le neuroscienze computazionali… Il suo curriculum accademico incute soggezione tanto agli addetti ai lavori quanto ai profani. Il suo lavoro incessante nei laboratori di ricerca in Israele e in Europa, senza curarsi troppo degli steccati interdisciplinari, lo ha portato a muoversi nei territori estremi della ricerca sulla mente umana. Là dove si provano intuizioni, ipotesi sperimentali e modelli destinati a cambiare la nostra idea del Sé. E quindi del mondo.
Videointervista a Edoardo Boncinelli
A 3 anni un bambino davanti allo specchio
è in grado di riconoscersi:
questo è un traguardo ben superiore
a quello di qualsiasi altro animale.
Nell’arco di una vita spesa sotto la cupola della scienza, ha cercato di rispondere a una domanda cruciale della nostra epoca: “Quanto ci determinano i nostri geni?” Fisico di formazione, è partito dalla ricerca di base sull’alfabeto genetico e sulla biologia molecolare, allargando via via la sfera degli interessi alla biofisica e alle neuroscienze. Ha dato lustro alla comunità scientifica italiana, e con quasi trenta libri pubblicati alle spalle è considerato uno dei migliori divulgatori scientifici in Italia. È anche un appassionato grecista.
21minuti alla scoperta di Okinawa: una partnership all’insegna dell’eco sostenibilità
Eccellenza, sostenibilità e innovazione sono le tre parole chiave che distinguono il lavoro di 21minuti – i saperi dell’eccellenza.
21minuti ha nel suo dna la volontà di andare alla ricerca di quelle realtà che più di altre fondano la loro mission sulla ricerca di innovazioni che siano nel rispetto dell’ambiente. Certamente Okinawa, azienda innovativa che fonda la sua produzione sull’utilizzo di materiali riciclabili, risponde a questi requisiti.
La leadership per il Terzo Millennio: dall’equivoco sociale alla responsabilità di impresa
Molte aziende e i loro leader vivono oggi uno stato di incertezza dato dai nuovi scenari economico-sociali in continuo mutamento sia a livello locale che a livello globale e all’interno delle proprie strutture si evidenzia la necessità di indicazioni chiare per il raggiungimento di obiettivi predefiniti.
È ovvio che la leadership viene messa in crisi da questa confusione perché i diversi leader delle diverse sezioni non sanno a cosa ancorare se stessi e non sanno esattamente verso cosa è necessario procedere. Se da un lato resta l’idea di fatturato e quindi il raggiungimento di obiettivi economici, non è altrettanto chiaro perché questo fatturato sia necessario, se non a livello produttivo e sopratutto non è chiaro come deve essere raggiunto.
I modi per raggiungere un risultato sono infiniti, pertanto è necessario divenire inclusivi, valutando ogni possibilità, selezionando infine quella che, in una prospettiva del tutto coerente con la mission aziendale, tenga conto del proprio vantaggio, del vantaggio per la comunità e dell’impatto ambientale in cui è inserita.
21min.org – the next dimension

E’ attivo da questo pomeriggio www.21min.org il nuovo sito a cura del 21minuti – i saperi dell’eccellenza, il luogo dove i diversi saperi prodotti dall’uomo fino ad oggi possono essere condivisi.
Prospettive strategiche per la ricerca
Fu il professor Emilio Gatti del Politecnico di Milano, nel lontanissimo 1967, ad intuire quanto oggi sta aprendosi all’evidenza di molti.
Erano anni di forte crescita economica e l’allora docente di Elettronica registrò lucidamente come la tecnologia stesse perdendo via via il suo carattere empirico per caricarsi sempre più di valenza scientifica, sempre più legata e dipendente dalle conoscenze chimiche e fisiche della materia. Ce lo ricorda un recente articolo apparso su “Il sole 24 ore” dal titolo “Il sapere generativo”. Leggi il resto di questo articolo »
Chi dorme (a volte) pesca soluzioni
La notte porta consiglio: la vecchia massima che consigliava di utilizzare le ore notturne per rielaborare i problemi ha ora un fondamento scientifico. Un equipe californiana, condotta da Sara Mednick dell’Università di San Diego, ha condotto dei test specifici per verificare l’antico adagio.
A 77 volontari sono stati consegnati dei problemi da risolvere, su cui riflettere per un determinato lasso di tempo, durante il quale è stata data loro la facoltà di scegliere se rimanere svegli o concedersi un pisolino, sotto stretto monitoraggio da parte dei ricercatori, i quali stabilivano se le loro “cavie” raggiungessero o meno la fase R.E.M. del sonno, quella in cui si sogna.
I risultati dell’indagine dimostrano chiaramente che i volontari che hanno scelto di dormire, e specialmente quelli che hanno sognato, si sono rivelati maggiormente in grado di risolvere i quesiti, che richiedevano l’uso del pensiero laterale, rispetto all’intero campione. E non di poco: la capacità risolutiva di coloro che hanno raggiunto la fase R.E.M. ha sfiorato un incremento addirittura del 40%.
Secondo la professoressa Mednick, che ha pubblicato la sua scoperta sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences”, la notevole capacità della fase R.E.M. di potenziare la creatività è legata al fatto che essa consente al cervello di produrre nuove connessioni senza essere “distratto” da altre associazioni mentali, tipiche dello stato di veglia o di sonno leggero.
E allora, quando non sappiamo che pesci pigliare, lasciamoci pure ispirare dal cuscino!






