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Mara Galeazzi e Nives Meroi: per loro un film

Si sta terminando di girare in questi giorni il film-documentario dal titolo “Il vero volto della donna italiana: come costruire una carriera al femminile”. A dirigerlo c’è la regista Emanuela Giordano che ha già affrontato tematiche in ambito sociale. Grazie al contributo del Comune di Fermo, dell’Ambasciata dei Paesi Bassi e della Provincia di Roma sta prendendo forma e sostanza un lavoro che prende spunto dalla storia di una ventenne. Disorientata di fronte alla scelte della vita, decide di partire alla ricerca di modelli reali, non deformati, qualcosa su cui puntare davvero e che sia stimolo per una vita che valga la pena di essere vissuta. La protagonista va ad incontrare otto donne che, come lei partite dalla profonda provincia, sono riuscite a salire in alto raggiungendo traguardi di eccellenza straordinari.

La giovane si confronta con l’esperienza di Mara Galeazzi, di Nives Meroi, entrambe brillanti speakers di “21 minuti, i Saperi dell’eccellenza” delle due edizioni 2010 e 2009, conoscerà altre eccellenze al femminile come Grazia Neri (fotografia e comunicazione), come Samantha Cristoforetti (pilota militare e prima donna astronauta nel Vecchio Continente) ed altre ancora di simile calibro planetario.

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Nives Meroi Commendatore della Repubblica

Uno dei protagonisti di 21minuti è da un paio di giorni Commendatore della Repubblica.

L’onore è toccato all’alpinista Nives Meroi che è stata insignita dell’ambita onorificenza dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante una cerimonia al Quirinale.

Nives è giunta a questa importante meta grazie alle doti straordinarie messe a dura prova durante le sue scalate e quindi “per gli eccezionali traguardi raggiunti nell’alpinismo di alta quota, un’attività che era rimasta a lungo prerogativa maschile”, come recita la motivazione ufficiale. E’ nota a molti la tempra e la preparazione che l’hanno portata a scalare ben undici vette oltre gli ottomila metri, unica donna al mondo ad averlo fatto senza l’ausilio di bombole di ossigeno e senza l’aiuto di portatori. Una sfida al limite delle possibilità umane affrontata da una donna coraggiosa e caparbia oltre ogni limite.

La stessa donna che non ha nascosto la sua emozione davanti al Presidente e a quei giornalisti che le chiedevano quali fossero le prossimi mete sulle più alte vette.

Chi la conosce è sicuro che non si fermerà a questo traguardo.

Nives Meroi

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Il Fair play

Nives Meroi nasce nel 1961 in un paese vicino a Bergamo, ma da oltre vent’anni risiede in Friuli Venezia-Giulia, dove ha conosciuto il marito Romano Benet, compagno di vita e di cordata. Nives Meroi ha al suo attivo alcune fra le vie più difficili delle Alpi, fra cui la prima invernale al Pilastro Piussi alla parete nord del Piccolo Mangart di Coritenza e quella alla Cengia degli Dei, sullo Jof Fuart. Il suo profilo è quello di un’alpinista tecnicamente forte in vari ambiti dell’arrampicata: falesia, cascate di ghiaccio, sci estremo, alpinismo d’alta quota. Col tempo, l’amore per la montagna l’ha spinta ad esplorare orizzonti sempre più lontani, dove l’aria è rarefatta e, per usare parole sue, “dove ogni passo diventa uno sforzo di volontà”. Il suo è un alpinismo by fair means, con uno stile leggero e pulito: senza l’ausilio di ossigeno supplementare, portatori d’alta quota e campi fissi. E senza perdere di vista i valori della vita, come quando nel tentativo di scalata del Kangchenjunga del 2009 getta la spugna per prestare soccorso al marito in difficoltà fra il campo 3 e il campo 4. Dietro ogni sua nuova salita, c’è un confronto onesto con sè stessa e la montagna, non importa se nelle Ande, in Himalaya o nel Karakorum. Il primo tentativo al K2 nel 1994 si conclude con un’amara rinuncia: “La via finiva lì – racconta Nives – a meno di 100 metri dalla vetta. Ci trovavamo infatti su una torre completamente staccata dalla parete principale, oggettivamente impraticabile… Un’esperienza che mi insegnato l’umiltà ed il rispetto per i pilastri dell’alta quota, una lezione che non ho mai scordato e che da ben 12 anni ormai guida i miei passi fra i loro immensi pendii.” La sua carriera è costellata di di grandi successi, come la salita, nel 2003 e in soli venti giorni, di tre dei 14 Ottomila della Terra (Gasherbrum II, Gasherbrum I, Broad Peak), seconda cordata al mondo ad aver realizzato un’impresa simile e prima donna in assoluto nella storia dell’alpinismo. Sono da citare anche le celebri salite al Dhaulagiri, al K2 e all’Everest, montagne amate e a lungo corteggiate, che nella stagione 2006-2007 si sono finalmente concesse regalandole il sogno di una vita. Gli undici Ottomila metri saliti sinora da Nives Meroi e Romano Benet sono: Nanga Parbat (8125 m – 1998), Shisha Pangma (8046 m – 1999), Cho-Oyu (8202 m- 1999), Gasherbrum II (8035 m – 2003), Gasherbrum I (8068 m – 2003), Broad Peak (8047 m – 2003), Lhotse (8516 m – 2004), Dhaulagiri (8164 m – 2006), K2 (8611 m – 2006), Everest (8850 m – 2007), Manaslu (8163 m – 2008).

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Nives Meroi

www.nives.alpinizem.net

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