Articoli marcati con tag ‘neuroscienza’

Patricia Churchland: la Continuità

Le emozioni sono conseguenza di processi neuronali?

La Churchland ne è convinta anche se riconosce che le variabili sono tante e il contesto estremamente complesso.

Tuttavia questa prospettiva vanta una certezza: gli agenti chimici svolgono una funzione fondamentale.

La neuroscienziata è tra i più brillanti esponenti dell’eliminativismo ed in questo solco concentra da diversi anni la sua ricerca unendo, di fatto, ambiti conoscitivi tradizionalmente tenuti separati

Emilio Bizzi: Il Paradigma

Quando si iscrive alla scuola di Medicina a Roma la parola neuro-scienza non esiste.

Oggi è professore al MIT e ricercatore presso l’Istituto McGovern for Brain Research.

I suoi studi si focalizzano sul controllo dei movimenti, della memoria e l’organizzazione del pensiero.

La sua passione per la ricerca, lo guiderà nelle scelte professionali di tutta una vita.

Ma ammette di aver vissuto contesto socio-politico favorevole, che riconosceva cioè nello studio e nella scienza dei valori primari.

Sulle spalle dei giganti

Bernardo di Chartres diceva che “gli uomini sono nani che camminano sulle spalle di giganti, più piccoli dei grandi del sapere, ma pronti a salire loro in spalla per guardare dall’alto le loro gesta e fare luce il più possibile su di esse”.

I giganti sono forse tali perché consapevoli  dei processi interiori che sono alla base dei loro risultati… Cosa ma soprattutto quali sono i processi mentali che consentono loro di raggiungere determinati risultati?

Incuriositi dalla citazione di Bernardo di Chartres, abbiamo chiesto a Michael Gazzaniga di raccontarci cos’è il libero arbitrio e quali sono secondo lui i fondamenti dell’etica:

  • Uno dei temi più importanti della sua ricerca è la coscienza. Crede nel “libero arbitrio“?

Ecco il mio punto di vista: i cervelli sono determinati, ma le persone sono libere. Che cosa significa? Significa che si definisce la libertà come una funzione di interazione con altri esseri umani che è nella dinamica sociale, e non nel cervello.

  • Attraverso quali meccanismi un essere umano può costruire i propri valori? C’è una parte del cervello che può essere considerata il centro del senso morale?

La costruzione dei propri valori  inizia molto presto nel bambino. Ann e David Premack anni fa, hanno dimostrato che i bambini preferiscono di gran lunga gli oggetti che sembrano “aiutare” un altro oggetto a perseguire un obiettivo piuttosto di oggetti che lo “ostacolano”.

Queste basi si fondano attraverso l’apprendimento e l’insegnamento delle esperienze culturali.  Il nuovo ed entusiasmante campo delle neuroscienze sociali rivela anche che molti dei nostri giudizi morali siano connaturati nel genere umano, a prescindere dall’età, sesso, religione o cultura. Tutti tendiamo a comportarci in un modo simile di fronte a specifiche sfide, anche se poi diamo una diversa spiegazione sul motivo per cui noi rispondiamo in quel particolare modo.

Per ulteriori approfondimenti vi rimandiamo all’intervento di Micheal Gazzaniga su www.21min.org

Michael Gazzaniga

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La Curiosità

Michael Gazzaniga nasce nel 1939  a Santa Barbara, in California, nipote di immigrati italiani sbarcati in New England dalla bassa milanese. Si laurea nel 1961 al Dartmouth College e tre anni dopo completa il dottorato in Psicobiologia al California Institute of Technolgy sotto la guida di Roger Sperry. Da allora, non ha smesso di lavorare alacremente nel campo delle neuroscienze. Fra i suoi meriti, c’è quello di aver guardato alla pedagogia e ai processi educativi alla luce delle ultime frontiere delle neuroscienze, aprendo scenari fortemente innovativi. Oggi Gazzaniga insegna Psicologia all’Università di Santa Barbara, dove dirige il Sage Center per gli studi sulla mente.  È riconosciuto come uno dei più importanti neuropsicologi statunitensi, i suoi studi sul cervello diviso (split brain) e sulle implicazioni psicologiche della lateralizzazione emisferica sono entrati di diritto nella storia delle neuroscienze. In ambito accademico, si è distinto per aver fondato il Neuroscience Institute e il Journal of Cognitive Neuroscience ma anche per avere incoraggiato e supervisionato in prima persona il lavoro di generazioni di giovani ricercatori. Nell’arco della sua carriera non si è limitato alla ricerca pura: ha all’attivo un’importante attività di divulgazione sull’incredibile evoluzione che ha avuto negli ultimi decenni la nostra comprensione della mente umana. Ha pubblicato libri come The Social Brain, Mind Matters e The Ethical Mind, e ha preso parte a programmi televisivi come The Brain and The Mind. È membro di prestigiose istituzioni collegate alle neuroscienze, dirige il progetto di studi Law and Neuroscience Project, ed è membro del Consiglio di Bioetica della Presidenza degli Stati Uniti. All’interno di questo organismo, si è battuto aspramente contro l’ultraconservatore Leon Kass nel dibattito sullo statuto morale dell’embrione e su altri temi emergenti della neuroetica. Il suo messaggio di fondo, lanciato instancabilmente alle persone e alle istituzioni che governano la società contemporanea, è di non avere paura dei nuovi paradigmi etici e morali che vengono fissati mano a mano che le scienze erodono il territorio dell’ignoto. Meglio un confronto anche critico piuttosto che far finta di non vedere che il quadro è cambiato: nel momento in cui sappiamo di più del funzionamento della mente, è naturale che le regole della convivenza possano evolversi.

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Michael Gazzaniga

www.sagecenter.ucsb.edu

Giacomo Rizzolatti

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La Reciprocità

Giacomo Rizzolatti nasce a Kiev, in Ucraina, nel 1937. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia a Padova con una specializzazione in Neurologia, si ferma a lavorare in questa università sotto la guida di Hrayr Terzina. In seguito passa all’Istituto di Fisiologia dell’Università di Pisa e completa la sua preparazione scientifica alla Mc Master University, Hamilton, in Canada. Nel 1975 è nominato professore di Fisiologia umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Parma, nel dipartimento dove lavorava come assistente dal 1967. Nel 1980-1981 è Visiting professor alla University of Pennsylvania di Philadelphia, e dal 1995 è Visiting scientist presso il Brain Imaging Center della University of California di Los Angeles (UCLA). Nel 1999 riceve la laurea honoris causa dall’Università Claude Bernard di Lione per gli studi sulle funzioni cognitive del sistema motorio. È stato Presidente della Società italiana di Neuropsicologia, dell’European Brain Behaviour Society e della Società italiana di Neuroscienze. Fa parte di numerosi organismi scientifici internazionali, tiene seminari e conferenze in tutto il mondo, ha pubblicato libri e articoli. Negli anni ’80 Rizzolatti e la sua équipe di ricerca scoprono nei macachi l’esistenza di neuroni specchio, una classe di neuroni, come si capirà poi, presenti nei primati, in alcuni uccelli e nell’uomo. Si attivano selettivamente sia quando si compie un’azione, sia quando la si osserva mentre è compiuta dagli altri. I neuroni dell’osservatore ‘rispecchiano’ quindi ciò che avviene nella mente del soggetto osservato, come se fosse l’osservatore stesso a compiere l’azione. Dopo un intenso lavoro, nel 1995 Rizzolatti dimostra per la prima volta l’esistenza nell’uomo di un sistema simile a quello trovato nella scimmia. I neuroni specchio manifestano la loro presenza in aree del cervello più ampie di quelle intraviste all’inizio. Di volta in volta presentano un’architettura diversa, semplice o sofisticata a seconda dei fenomeni emotivi provocati dalla reazione neurale: siamo di fronte a un sistema di risonanza che ci permette di leggere e di capire le intenzioni degli altri come se fossero le nostre. La scoperta dei neuroni specchio e il loro studio permette di fare un salto nella conoscenza del cervello dell’uomo e di gettare le basi per la comprensione dei meccanismi che determinano i rapporti fra le persone. Questo filone di ricerca sta portando alla luce il complesso meccanismo biologico alla base del comportamento sociale degli uomini.

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Giacomo Rizzolatti

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