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	<title>21min blog &#187; montagna</title>
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		<title>Nives Meroi</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 09:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>21min</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grande alpinista italiana, è tra le poche donne al mondo ad avere conquistato undici vette di 8.000 metri. Solo lei, però, è salita senza usare bombole e senza farsi aiutare da portatori. Per completare l’ascesa alle quattordici vette più alte del mondo le mancano il Makalu, il Kangchenjunga e l’Annapurna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[media id=20 width=490 height=276]</p>
<p><strong>Il Fair play</strong></p>
<p><strong>Nives Meroi</strong> nasce nel 1961 in un paese vicino a Bergamo, ma da oltre vent’anni risiede in Friuli Venezia-Giulia, dove ha conosciuto il marito Romano Benet, compagno di vita e di cordata. Nives Meroi ha al suo attivo alcune fra le vie più difficili delle Alpi, fra cui la prima invernale al Pilastro Piussi alla parete nord del Piccolo Mangart di Coritenza e quella alla Cengia degli Dei, sullo Jof Fuart. Il suo profilo è quello di un’alpinista tecnicamente forte in vari ambiti dell’arrampicata: falesia, cascate di ghiaccio, sci estremo, alpinismo d’alta quota. Col tempo, l’amore per la montagna l’ha spinta ad esplorare orizzonti sempre più lontani, dove l&#8217;aria è rarefatta e, per usare parole sue, “dove ogni passo diventa uno sforzo di volontà”. Il suo è un alpinismo <em>by fair means</em>, con uno stile leggero e pulito: senza l&#8217;ausilio di ossigeno supplementare, portatori d&#8217;alta quota e campi fissi. E senza perdere di vista i valori della vita, come quando nel tentativo di scalata del Kangchenjunga del 2009 getta la spugna per prestare soccorso al marito in difficoltà fra il campo 3 e il campo 4. Dietro ogni sua nuova salita, c’è un confronto onesto con sè stessa e la montagna, non importa se nelle Ande, in Himalaya o nel Karakorum. Il primo tentativo al K2 nel 1994 si conclude con un’amara rinuncia: “La via finiva lì – racconta Nives &#8211; a meno di 100 metri dalla vetta. Ci trovavamo infatti su una torre completamente staccata dalla parete principale, oggettivamente impraticabile… Un’esperienza che mi insegnato l’umiltà ed il rispetto per i pilastri dell’alta quota, una lezione che non ho mai scordato e che da ben 12 anni ormai guida i miei passi fra i loro immensi pendii.” La sua carriera è costellata di di grandi successi, come la salita, nel 2003 e in soli venti giorni, di tre dei 14 Ottomila della Terra (Gasherbrum II, Gasherbrum I, Broad Peak), seconda cordata al mondo ad aver realizzato un’impresa simile e prima donna in assoluto nella storia dell’alpinismo. Sono da citare anche le celebri salite al Dhaulagiri, al K2 e all&#8217;Everest, montagne amate e a lungo corteggiate, che nella stagione 2006-2007 si sono finalmente concesse regalandole il sogno di una vita. Gli undici Ottomila metri saliti sinora da Nives Meroi e Romano Benet sono: Nanga Parbat (8125 m &#8211; 1998), Shisha Pangma (8046 m &#8211; 1999), Cho-Oyu (8202 m- 1999), Gasherbrum II (8035 m &#8211; 2003), Gasherbrum I (8068 m &#8211; 2003), Broad Peak (8047 m &#8211; 2003), Lhotse (8516 m &#8211; 2004), Dhaulagiri (8164 m &#8211; 2006), K2 (8611 m &#8211; 2006), Everest (8850 m &#8211; 2007), Manaslu (8163 m – 2008).</p>
<p>Per saperne di più <a href="http://www.21min.org/ingresso_areariservata" target="_blank">clicca qui!</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-60" title="Nives Meroi" src="http://www.televisionet.tv/21min/wp-content/uploads/2009/07/meroi-completo1.jpg" alt="Nives Meroi" width="490" height="320" /></p>
<p><a href="http://www.nives.alpinizem.net" target="_blank">www.nives.alpinizem.net</a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http://www.youtube.com/watch?v=mWD36Go-FAw" target="_blank"><img class="alignright" src="http://blog.21min.org/wp-content/themes/21min/images/condividi.gif" border="0" alt="" width="147" height="20" /></a></p>
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