Articoli marcati con tag ‘India’
Sanjit "Bunker" Roy
Il Risveglio
Sanjit ‘Bunker’ Roy nasce nel 1945 in una facoltosa famiglia a Burnpur, nel Bengala Occidentale. La sua educazione è quanto di più esclusivo un giovane indiano possa ricevere: Doon School a Dehradun, e al St. Stephen’s College a Delhi. Dopo gli studi, però, invece di intraprendere la carriera di diplomatico o di amministratore pubblico a cui era avviato, compie una scelta di rottura. A metà degli anni ’60 una carestia colpisce lo Stato di Bihar. Roy decide di fare un salto per ‘curiosità’ ma rimane estremamente impressionato. La domanda che si fa Roy con un misto di rabbia e di presa di coscienza, è ‘Come è possibile che alcune persone vivano in queste condizioni di privazione mentre noi che abbiamo studiato nelle migliori scuole del paese non restituiamo nulla di ciò che abbiamo preso?’ A questo punto, Roy decide di dedicarsi al sociale: a causa di questa scelta la madre non gli parla per due anni. Per cinque anni lavora nei villaggi del distretto di Ajmar, nel Rajasthan. Nel 1971 fonda a Tilonia il Barefoot College, il progetto della sua vita. La scuola, che si ispira anche ai Dottori Scalzi di Mao Tse Tung, è aperta a tutti: bambini, donne e uomini analfabeti e semianalfabeti delle caste più sfavorite e dei villaggi più remoti. Di loro fa degli ingegneri, dei maestri, degli architetti, dei medici, dei tecnici informatici, dei contabili e dei marketing manager ‘scalzi’. Una volta completata la loro formazione, essi fanno ritorno nelle loro comunità e qui si fermano a lavorare, rendendo i villaggi meno dipendenti dall’esterno. Tutti studiano, mangiano e dormono per terra, nessuno riceve più di 100 dollari al mese. Il sapere tradizionale e la saggezza pratica sono tenuti in gran conto, leggere e scrivere non è considerato essenziale. Secondo Roy, un grande ostacolo allo sviluppo economico è costituito dalle persone che conoscono la teoria ma ignorano la pratica, che non hanno mai affrontato le reali difficoltà della vita. La loro preparazione non è adatta a trovare soluzioni a basso costo per migliorare la qualità della vita dei più poveri. Oggi il Barefoot College ha una rete di oltre 20 sedi in 13 Stati dell’India, il modello viene esportato con successo e Roy è uno degli imprenditori sociali più influenti e ascoltati in ambito internazionale. La vera conquista, secondo Roy, è il fatto che le comunità riescano a migliorare da sole attraverso la condivisione del sapere. Il suo motto è una frase di Gandhi: ‘Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, e infine tu vinci.’
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Tara Gandhi
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La Nonviolenza
Tara Gandhi Battacharjee nasce a Delhi, in India, nel 1934 dal padre Devadas Gandhi, il figlio minore del Mahatma, e dalla madre Lakshmi Devadas, la figlia minore di Chakravarti Rajagopalachari, il primo Governatore Generale dell’India. Si laurea con lode in Letteratura inglese alla Miranda House University di Delhi, e studia per anni il sitar, lo strumento a corde classico indiano. Durante il lungo soggiorno a Roma al seguito del marito Jyoti Prasad Bhattacharjee, direttore della FAO, consegue un diploma di progettista d’interni. Da anni Tara Gandhi, che parla fluentemente molte lingue e anche molti dialetti indiani, è ambasciatrice nel mondo della lezione umana e spirituale del Mahatma Gandhi. Seguendo idealmente le sue orme, Tara ha riproposto la cultura del Khadi, il tessuto filato e intrecciato a mano su un arcolaio circolare: ha viaggiato per tutto il paese alla ricerca delle tradizioni nei villaggi, ne ha promosso il recupero con articoli e interviste televisive, e infine ha dato impulso alla nascita di nuovi laboratori artigianali. “Il filo del khadi è il filo della Creazione: una risorsa di pane e beatitudine per milioni di persone in India. L’arcolaio diventa per tutti una terapia, una meditazione, una forza creativa che ci unisce contro la violenza e le divisioni.” Tara Gandhi ha fondato il Kasturba Gandhi National Memorial Trust, di cui è Vice Presidente, dedicato a alla nonna paterna Kasturba, la moglie del Mahatma. Grazie a una rete di ventuno centri e oltre seicento filiali, il Trust realizza scuole, laboratori artigianali, corsi per infermieri e parchi giochi nelle campagne più povere e remote del paese. Quando Tara incontra gli studenti delle scuole e delle università indiane per presentare le finalità del Trust, chiede simbolicamente a ciascuno di loro una rupia: è un modo per coinvolgere i giovani in un ideale di fratellanza e di servizio a sostegno dei più poveri. Nel gennaio del 2001 Tara ha visitato il Gujarat, la terra natale di Gandhi, che negli ultimi anni ha visto acutizzarsi il conflitto endemico fra musulmani e indù, Con coraggio e determinazione, ha lanciato campagne per aiutare le vittime degli scontri, senza differenza di casta o di religione. Attualmente è impegnata nel progetto Gandhi a Indore, una località del Madhya Pradesh, nel centro dell’India, in cui è ancora attivo il centro fondato da Mahatma nel 1945. Il progetto mira a creare nuove strutture di accoglienza e assistenza sanitaria, dando la possibilità alle donne di ricevere una preparazione professionale e ai bambini di accedere all’istruzione.
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