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	<title>21min blog &#187; etica</title>
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	<description>i saperi dell&#039;Eccellenza</description>
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		<title>La leadership per il Terzo Millennio: dall’equivoco sociale alla responsabilità di impresa</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 13:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>21min</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Molte aziende e i loro leader vivono oggi uno stato di incertezza dato dai nuovi scenari economico-sociali in continuo mutamento sia a livello locale che a livello globale e all’interno delle proprie strutture si evidenzia la necessità di indicazioni chiare per il raggiungimento di obiettivi predefiniti. È ovvio che la leadership viene messa in crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-993" style="float: left; padding-right: 10px;" title="foto_Paoletti" src="http://blog.21min.org/wp-content/uploads/2010/07/foto_Paoletti2-200x300.jpg" alt="foto_Paoletti" width="200" height="300" />Molte aziende e i loro leader vivono oggi uno stato di incertezza dato dai nuovi scenari economico-sociali in continuo mutamento sia a livello locale che a livello globale e all’interno delle proprie strutture si evidenzia la necessità di indicazioni chiare per il raggiungimento di obiettivi predefiniti.</p>
<p>È ovvio che la leadership viene messa in crisi da questa confusione perché i diversi leader delle diverse sezioni non sanno a cosa ancorare se stessi e non sanno esattamente verso cosa è necessario procedere. Se da un lato resta l’idea di fatturato e quindi il raggiungimento di obiettivi economici, non è altrettanto chiaro perché questo fatturato sia necessario, se non a livello produttivo e sopratutto non è chiaro come deve essere raggiunto.</p>
<p>I modi per raggiungere un risultato sono infiniti, pertanto è necessario divenire inclusivi, valutando ogni possibilità, selezionando infine quella che, in una prospettiva del tutto coerente con la mission aziendale, tenga conto del proprio vantaggio, del vantaggio per la comunità e dell’impatto ambientale in cui è inserita.</p>
<p><span id="more-988"></span>Per poter rinnovare un modello di leadership, ho incontrato ed intervistato insieme alla mia equipe oltre 250 uomini e donne di successo. Da questa analisi sono emerse tre caratteristiche comuni: primo, sanno cosa vogliono; secondo, sanno perché lo vogliono; terzo sanno come lo otterranno. Tre qualità semplicissime sebbene la loro presenza sia poco nota a molti. Vorrei evidenziare l’importanza centrale dell’ultimo fattore, sapere come ottenere l’obiettivo, poiché anticipa un aspetto fondamentale che determina la capacità di governare il cambiamento: la prefigurazione.</p>
<p>In sintesi la prefigurazione è la capacità di vedersi cambiare nel mondo che cambia costantemente e molto velocemente. Un leader dunque, per traghettare la propria organizzazione nel futuro, oltre ad avere chiaro l’obiettivo aziendale e le azioni che insieme al suo team deve mettere in atto per raggiungerlo, deve sapere prevedere eventuali cambiamenti degli scenari globali e trasformare costantemente le strategie stabilite.</p>
<p>Questi grandi e rapidi mutamenti della società odierna vedono molte aziende immerse in un terreno accidentato che definisco equivoco sociale, ossia una deresponsabilizzazione generale che demanda a pochi la responsabilità su tutti. È a questo punto che si rende necessaria una figura di leadership che oltre a credere fortemente nell’obiettivo aziendale, perché coincide con il proprio, è consapevole che non esiste se non nella relazione con l’altro, dal collaboratore al cliente, dal fornitore alla comunità locale di riferimento. Solo alcuni individui hanno recepito questa onda e introdotto un sistema di valori e azioni coerenti con uno sviluppo sostenibile in grado di generare un concreto vantaggio individuale e sociale.</p>
<p>È necessario pertanto comprendere l’equivoco in cui siamo immersi e comprendere che solo noi siamo in grado di poter rispondere in modo responsabile ai cambiamenti che questo inizio di terzo millennio ci ha presentato. La sfida è questa: essere leader ad ogni livello senza dimenticare la funzione sociale di un’azienda che è quella di permettere ai suoi collaboratori di poter conquistare una più alta qualità di vita.</p>
<p><a href="http://www.patriziopaoletti.it" target="_blank">Patrizio Paoletti</a></p>
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		<title>L&#039;altruismo è nel nostro Dna</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 10:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>21min</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[L'uomo nasce buono: lo sosteneva il filosofo francese Rousseau e ce lo confermano gli studi scientifici. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uomo nasce buono: lo sosteneva il filosofo francese <strong>Rousseau</strong> e ce lo confermano gli studi scientifici. Secondo l&#8217;antropologo <strong>Donald Brown</strong>, dell&#8217;Università della California, l&#8217;uomo ha infatti coltivato tendenze all&#8217;<strong>altruismo</strong> fin dai tempi in cui abitava nelle caverne. Tale tendenza alla “<strong>bontà</strong>” è dovuta al fatto che fin dai primordi la nostra specie si è contraddistinta per la sua socialità: dunque, tutta una serie di attività, dall&#8217;allevamento dei piccoli alla ricerca del cibo doveva essere svolta in comune. La tesi, sposata da <strong>Umberto Veronesi</strong> in un articolo sul Corriere, è suffragata da diversi riscontri multidisciplinari: ad esempio, l&#8217;esistenza di un “senso morale” comune a tutta la specie umana sembra un fatto accertato, dopo l&#8217;effettuazione di alcuni rilevamenti statistici mirati. Grazie ad essi, si è visto che ponendo alcuni dilemmi morali a persone appartenenti a diverse fedi religiose, cultura, età e sesso, si ottengono risposte tendenzialmente simili. Allo stesso modo, secondo gli psicologi infantili <strong>Elliot Turiel</strong> e <strong>Judith Smetana</strong>, già i bambini dell&#8217;asilo sono a conoscenza della differenza tra semplici convenzioni sociali, come il divieto di andare a scuola in pantofole, e principi morali, come la proibizione di picchiare un compagno.</p>
<p>Infine, quest&#8217; “etica naturale” non sarebbe limitata agli umani: secondo <strong>Jonathan Haidt</strong>, psicologo e filosofo dell&#8217;Università della Virginia, le scimmie reso, messe di fronte alla scelta tra rimanere a digiuno e tirare una catena che fornisce loro cibo ma da al contempo una scossa elettrica alle compagne, preferiscono la prima soluzione. Una bella lezione anche per noi umani, davvero&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-783" title="ALTRUISMO" src="http://blog.21min.org/wp-content/uploads/2009/10/ALTRUISMO.jpg" alt="ALTRUISMO" width="490" height="320" /></p>
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		<title>Michael Gazzaniga</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 10:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>21min</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[neuroscienza]]></category>
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		<description><![CDATA[È tra i massimi studiosi della mente e ha dedicato la propria vita alla ricerca, in particolare alle funzioni superiori che governano i processi mentali: coscienza, etica, senso morale. Le sue scoperte hanno generato discussioni e interrogativi nel mondo filosofico, bioetico e giuridico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[media id=22 width=490 height=276]</p>
<p><strong>La Curiosità</strong></p>
<p><strong>Michael Gazzaniga </strong>nasce nel 1939  a Santa Barbara, in California, nipote di immigrati italiani sbarcati in New England dalla bassa milanese. Si laurea nel 1961 al <a href="http://www.dartmouth.edu/" target="_blank">Dartmouth College</a> e tre anni dopo completa il dottorato in Psicobiologia al <a href="http://www.caltech.edu/" target="_blank">California Institute of Technolgy</a> sotto la guida di Roger Sperry. Da allora, non ha smesso di lavorare alacremente nel campo delle neuroscienze. Fra i suoi meriti, c’è quello di aver guardato alla pedagogia e ai processi educativi alla luce delle ultime frontiere delle neuroscienze, aprendo scenari fortemente innovativi. Oggi Gazzaniga insegna Psicologia all’Università di Santa Barbara, dove dirige il <a href="http://www.sagecenter.ucsb.edu/" target="_blank">Sage Center</a> per gli studi sulla mente.  È riconosciuto come uno dei più importanti neuropsicologi statunitensi, i suoi studi sul cervello diviso (<em>split brain</em>) e sulle implicazioni psicologiche della lateralizzazione emisferica sono entrati di diritto nella storia delle neuroscienze. In ambito accademico, si è distinto per aver fondato il <a href="http://www.nsi.edu/" target="_blank">Neuroscience Institute</a> e il <a href="http://www.mitpressjournals.org/loi/jocn" target="_blank">Journal of Cognitive Neuroscience</a> ma anche per avere incoraggiato e supervisionato in prima persona il lavoro di generazioni di giovani ricercatori. Nell’arco della sua carriera non si è limitato alla ricerca pura: ha all’attivo un’importante attività di divulgazione sull’incredibile evoluzione che ha avuto negli ultimi decenni la nostra comprensione della mente umana. Ha pubblicato libri come <em>The Social Brain</em>, <em>Mind Matters</em> e <em>The Ethical Mind</em>, e ha preso parte a programmi televisivi come <em>The Brain and The Mind</em>. È membro di prestigiose istituzioni collegate alle neuroscienze, dirige il progetto di studi <a href="http://www.lawandneuroscienceproject.org/" target="_blank">Law and Neuroscience Project</a>, ed è membro del <a href="http://www.bioethics.gov/" target="_blank">Consiglio di Bioetica della Presidenza degli Stati Uniti</a>. All’interno di questo organismo, si è battuto aspramente contro l’ultraconservatore Leon Kass nel dibattito sullo statuto morale dell’embrione e su altri temi emergenti della neuroetica. Il suo messaggio di fondo, lanciato instancabilmente alle persone e alle istituzioni che governano la società contemporanea, è di non avere paura dei nuovi paradigmi etici e morali che vengono fissati mano a mano che le scienze erodono il territorio dell’ignoto. Meglio un confronto anche critico piuttosto che far finta di non vedere che il quadro è cambiato: nel momento in cui sappiamo di più del funzionamento della mente, è naturale che le regole della convivenza possano evolversi.</p>
<p>Per saperne di più <a href="http://www.21min.org/ingresso_areariservata" target="_blank">clicca qui!</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-73" title="Michael Gazzaniga" src="http://www.televisionet.tv/21min/wp-content/uploads/2009/07/gazzaniga-completo.jpg" alt="Michael Gazzaniga" width="490" height="320" /></p>
<p><a href="http://www.sagecenter.ucsb.edu" target="_blank">www.sagecenter.ucsb.edu</a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http://www.youtube.com/watch?v=w3y1YOp62zk" target="_blank"><img class="alignright" src="http://blog.21min.org/wp-content/themes/21min/images/condividi.gif" border="0" alt="" width="147" height="20" /></a></p>
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