Articoli marcati con tag ‘etica’
La leadership per il Terzo Millennio: dall’equivoco sociale alla responsabilità di impresa
Molte aziende e i loro leader vivono oggi uno stato di incertezza dato dai nuovi scenari economico-sociali in continuo mutamento sia a livello locale che a livello globale e all’interno delle proprie strutture si evidenzia la necessità di indicazioni chiare per il raggiungimento di obiettivi predefiniti.
È ovvio che la leadership viene messa in crisi da questa confusione perché i diversi leader delle diverse sezioni non sanno a cosa ancorare se stessi e non sanno esattamente verso cosa è necessario procedere. Se da un lato resta l’idea di fatturato e quindi il raggiungimento di obiettivi economici, non è altrettanto chiaro perché questo fatturato sia necessario, se non a livello produttivo e sopratutto non è chiaro come deve essere raggiunto.
I modi per raggiungere un risultato sono infiniti, pertanto è necessario divenire inclusivi, valutando ogni possibilità, selezionando infine quella che, in una prospettiva del tutto coerente con la mission aziendale, tenga conto del proprio vantaggio, del vantaggio per la comunità e dell’impatto ambientale in cui è inserita.
L'altruismo è nel nostro Dna
L’uomo nasce buono: lo sosteneva il filosofo francese Rousseau e ce lo confermano gli studi scientifici. Secondo l’antropologo Donald Brown, dell’Università della California, l’uomo ha infatti coltivato tendenze all’altruismo fin dai tempi in cui abitava nelle caverne. Tale tendenza alla “bontà” è dovuta al fatto che fin dai primordi la nostra specie si è contraddistinta per la sua socialità: dunque, tutta una serie di attività, dall’allevamento dei piccoli alla ricerca del cibo doveva essere svolta in comune. La tesi, sposata da Umberto Veronesi in un articolo sul Corriere, è suffragata da diversi riscontri multidisciplinari: ad esempio, l’esistenza di un “senso morale” comune a tutta la specie umana sembra un fatto accertato, dopo l’effettuazione di alcuni rilevamenti statistici mirati. Grazie ad essi, si è visto che ponendo alcuni dilemmi morali a persone appartenenti a diverse fedi religiose, cultura, età e sesso, si ottengono risposte tendenzialmente simili. Allo stesso modo, secondo gli psicologi infantili Elliot Turiel e Judith Smetana, già i bambini dell’asilo sono a conoscenza della differenza tra semplici convenzioni sociali, come il divieto di andare a scuola in pantofole, e principi morali, come la proibizione di picchiare un compagno.
Infine, quest’ “etica naturale” non sarebbe limitata agli umani: secondo Jonathan Haidt, psicologo e filosofo dell’Università della Virginia, le scimmie reso, messe di fronte alla scelta tra rimanere a digiuno e tirare una catena che fornisce loro cibo ma da al contempo una scossa elettrica alle compagne, preferiscono la prima soluzione. Una bella lezione anche per noi umani, davvero…

Michael Gazzaniga
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La Curiosità
Michael Gazzaniga nasce nel 1939 a Santa Barbara, in California, nipote di immigrati italiani sbarcati in New England dalla bassa milanese. Si laurea nel 1961 al Dartmouth College e tre anni dopo completa il dottorato in Psicobiologia al California Institute of Technolgy sotto la guida di Roger Sperry. Da allora, non ha smesso di lavorare alacremente nel campo delle neuroscienze. Fra i suoi meriti, c’è quello di aver guardato alla pedagogia e ai processi educativi alla luce delle ultime frontiere delle neuroscienze, aprendo scenari fortemente innovativi. Oggi Gazzaniga insegna Psicologia all’Università di Santa Barbara, dove dirige il Sage Center per gli studi sulla mente. È riconosciuto come uno dei più importanti neuropsicologi statunitensi, i suoi studi sul cervello diviso (split brain) e sulle implicazioni psicologiche della lateralizzazione emisferica sono entrati di diritto nella storia delle neuroscienze. In ambito accademico, si è distinto per aver fondato il Neuroscience Institute e il Journal of Cognitive Neuroscience ma anche per avere incoraggiato e supervisionato in prima persona il lavoro di generazioni di giovani ricercatori. Nell’arco della sua carriera non si è limitato alla ricerca pura: ha all’attivo un’importante attività di divulgazione sull’incredibile evoluzione che ha avuto negli ultimi decenni la nostra comprensione della mente umana. Ha pubblicato libri come The Social Brain, Mind Matters e The Ethical Mind, e ha preso parte a programmi televisivi come The Brain and The Mind. È membro di prestigiose istituzioni collegate alle neuroscienze, dirige il progetto di studi Law and Neuroscience Project, ed è membro del Consiglio di Bioetica della Presidenza degli Stati Uniti. All’interno di questo organismo, si è battuto aspramente contro l’ultraconservatore Leon Kass nel dibattito sullo statuto morale dell’embrione e su altri temi emergenti della neuroetica. Il suo messaggio di fondo, lanciato instancabilmente alle persone e alle istituzioni che governano la società contemporanea, è di non avere paura dei nuovi paradigmi etici e morali che vengono fissati mano a mano che le scienze erodono il territorio dell’ignoto. Meglio un confronto anche critico piuttosto che far finta di non vedere che il quadro è cambiato: nel momento in cui sappiamo di più del funzionamento della mente, è naturale che le regole della convivenza possano evolversi.
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