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	<title>21min blog &#187; design</title>
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		<title>GIFFONI MASTERCLASS 2010 &#8211; Patrizio Paoletti, Luciano Ligabue, Giovanni Veronesi: le lezioni d&#8217;autore al Giffoni Film Festival</title>
		<link>http://blog.21min.org/giffoni-masterclass-2010-patrizio-paoletti-luciano-ligabue-giovanni-veronesi-le-lezioni-dautore-al-giffoni-film-festival.html</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 13:57:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>21min</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 23 al 31 luglio Patrizio Paoletti, Luciano Ligabue, Giovanni Veronesi e altri sei nomi noti del mondo della comunicazione e della creatività saranno i ‘generatori di input’ dell’edizione 2010 del Masterclass Giffoni Film Festival che si terrà nell’affascinante location Antica Ramiera, ex fabbrica di rame riconvertita in suggestivo spazio per incontri ed eventi culturali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal <strong>23 </strong>al<strong> 31 luglio</strong> <strong>Patrizio Paoletti</strong>, <em>Luciano Ligabue</em>, <em>Giovanni Veronesi</em> e altri sei nomi noti del mondo della comunicazione e della creatività saranno i <strong><em>‘generatori di input’ </em></strong>dell’edizione 2010 del <a href="http://www.giffoniff.it/pageview2.php?i=2813"><strong>Masterclass Giffoni Film Festival</strong> </a>che si terrà nell’affascinante location Antica Ramiera, ex fabbrica di rame riconvertita in suggestivo spazio per incontri ed eventi culturali.</p>
<p><span id="more-1010"></span><strong>Giffoni Masterclass</strong> è una sezione speciale del festival che propone una sorta di viaggio nel territorio della creatività e dell’espressione artistica, indirizzata ad una “classe scelta” di 80 ex- giurati del festival ed aspiranti attori, registi, scrittori tra i 18 e i 23 anni: curiosi, creativi, stimolanti, euforici; un esempio importante di una gioventù che ha dentro un fuoco sacro e che noi vogliamo aiutare ad alimentare.</p>
<p>I giovani di masterclass, in gruppi, realizzeranno un cortometraggio scritto, montato ed elaborato durante le giornate del festival, supportati dai 9 ospiti dell’edizione 2010 che accompagneranno il progetto attraverso un brainstorming guidato.</p>
<p><strong>Patrizio Paoletti</strong>, su invito di <strong>Claudio Gubitosi</strong>, <em>ideatore del Giffoni Film Festival</em>, aprirà i lavori di questa nuova edizione di Masterclass il <strong>23 luglio</strong> per condividere con le giovani generazioni i frutti della sua esperienza di comunicatore, ideatore di eventi formativi e Presidente di due straordinari enti come <em>Fondazione Patrizio Paoletti per lo sviluppo e la comunicazione</em> e <em>Fondazione Albero della vita</em>.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1013" title="PAOLETTI_GIFFONIFF" src="http://blog.21min.org/wp-content/uploads/2010/07/PAOLETTI_GIFFONIFF1-300x217.jpg" alt="PAOLETTI_GIFFONIFF" width="300" height="217" /></p>
<p>Motivazione, orientamento, visione e creatività saranno le tre &#8220;case history&#8221; di Patrizio Paoletti per condividere le chiavi della comunicazione: muoversi comunicare e avere successo, inteso come la realizzazione delle aspirazioni più intime.</p>
<p>Sarà un viaggio avvincente nel territorio della creatività e dell’espressione artistica che si propone di alimentare quel fuoco sacro che alberga in ogni giovane motivato e appassionato di comunicazione e film.</p>
<p>Sarà uno scambio vivo e appassionante, un confronto &#8216;domande-risposte&#8217; unito all’analisi, anche tecnica, di video, film e materiali audio e video.</p>
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		<title>Ben fatto &#8216;Solar Impulse&#8221;!</title>
		<link>http://blog.21min.org/ben-fatto-%e2%80%98solar-impulse%e2%80%9d.html</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 09:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>21min</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#200; riuscito il primo volo notturno di Solar Impulse. L&#8217;aereo svizzero ‘HB-SIA’, questa la sigla del velivolo alimentato interamente ad energia solare,  è atterrato mercoledì 7 luglio, tre ore dopo l&#8217;alba, nell&#8217;aeroporto svizzero di Payerne da dove era decollato 26 ore prima. L&#8217;aereo ha volato a una velocità media di 43 chilometri orari con punte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; riuscito il primo volo notturno di <a href="http://www.solarimpulse.com/" target="_blank">Solar Impulse</a><img class="alignleft size-full wp-image-1004" title="SOLAR_IMPULSE" src="http://blog.21min.org/wp-content/uploads/2010/07/SOLAR_IMPULSE.jpg" alt="SOLAR_IMPULSE" width="500" height="272" />. L&#8217;aereo svizzero ‘HB-SIA’, questa la sigla del velivolo alimentato interamente ad energia solare,  è atterrato mercoledì 7 luglio, tre ore dopo l&#8217;alba, nell&#8217;aeroporto svizzero di Payerne da dove era decollato 26 ore prima.</p>
<p><span id="more-1003"></span> L&#8217;aereo ha volato a una velocità media di 43 chilometri orari con punte di 126 e ha raggiunto i previsti 8.500 metri di altitudine, dove ha fatto il pieno di energia, scendendo nella notte a 1.500 metri, verificando in questo modo il funzionamento in assenza di luce solare.<br />
A bordo il pilota, Andre Borschberg che è anche il co-ideatore del progetto insieme a Bertrand Piccard, divenuto celebre per aver compiuto il primo giro del mondo senza scalo in mongolfiera nel 1999.<br />
&#8220;E&#8217; la prima volta – ha dichiarato Piccard – che si riesce a realizzare un volo di questo tipo, con la sola energia solare, giorno e notte&#8221;. Solar Impulse ha un&#8217;apertura alare di 63,4 metri, pesa solo 1,6 tonnellate e utilizza circa 1200 cellule fotovoltaiche che ricoprono le ali e alimentano quattro motori elettrici della potenza di dieci cavalli ciascuno.<br />
Sono serviti sette anni per mettere a punto Solar Impulse. Un primo tentativo di decollo è stato annullato giovedì scorso per un inconveniente a un componente elttronico, poi sostituito.<br />
Ora il progetto punta al giro del mondo per il 2013-2014, convincendo l&#8217;opinione pubblica che l&#8217;energia alternativa sia un&#8217;opportunità da cogliere, in aria oltre che sulla terraferma.</p>
<p>(Image Courtesy: Solar Impulse)</p>
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		<title>Davide Oldani</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 12:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>21min</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha studiato con i grandi maestri della cucina internazionale, per poi aprirsi vie nuove e inaugurare una cucina rigorosa nella tecnica ma creativa nelle scelte. Nonostante sia considerato un star del gusto, vada in televisione, scriva libri e firmi oggetti di design, si definisce un “semplice cuoco”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[media id=35 width=490 height=276]</p>
<p><strong>La Semplicità</strong></p>
<p><strong>Davide Oldani </strong>nasce a Milano nel 1967. Sua madre, ottima cuoca, è la prima ad instillargli la passione per la cucina. Frequenta la<a href="http://www.carloportamilano.it/" target="_blank"> Scuola alberghiera Carlo Porta di Milano</a>, dove dimostra impegno e forza di volontà. Finita la scuola, comincia subito a lavorare da Gualtiero Marchesi, negli anni in cui lo chef milanese è sotto i riflettori. Non passa molto tempo che Oldani diventa il suo allievo prediletto. L’esperienza come secondo al fianco di uno dei grandi chef italiani durerà dieci anni. Accanto a Marchesi, dà un contributo importante nel promuovere la cucina italiana nel mondo, in particolare negli Stati Uniti e in Giappone. Ma Marchesi non è l’unico maestro: Oldani si forma anche con Albert Roux al <a href="http://www.le-gavroche.co.uk/" target="_blank">Gavroche di Londra</a>, e con il celebre Alain Ducasse al <a href="http://www.alain-ducasse.com/public/louis_xv/fr_cuisine.htm" target="_blank">Louis XV di Montecarlo</a>. In parallelo, lavora anche come consulente di <a href="http://www.foodbeverage.it/" target="_blank">Food &amp; Beverage </a>per grandi multinazionali statunitensi. Al ristorante <a href="http://www.giannino.it/" target="_blank">Giannino di Milano</a> ottiene la sua prima stella Michelin. Dopo queste esperienze, avverte il bisogno di tornare alla sua Cornaredo, alle porte di Milano, dove acquista una vecchia trattoria che ristruttura in maniera semplice. Il ristorante si chiama D’O: sono le iniziali del suo nome, ma anche la parola ‘via’ in giapponese. Il successo non tarda, anche grazie a una politica di prezzi contenuti del tutto anomala nel mondo dei locali stellati. Preparato nelle tecniche di preparazione più avanzate apprese nelle cucine di mezzo mondo, e profondo conoscitore delle materie prime, Oldani ha fatto molta ricerca nel campo dei <em>piatti poveri</em> della tradizione. La sua cucina è anche chiamata circolare: capace di armonizzare semplicità e intensità, essenzialità e nuovi accostamenti (per esempio, fra dolce e salato), orientata al baccalà, alle seppie e alle guance di bue piuttosto che all’astice e al filetto. Una pietanza di Oldani diventata celebre è la cipolla caramellata, servita sia come antipasto che come dessert a scelta del cliente. Nel libro <em>Cuoco andata e ritorno – Viaggi, sogni e ricette di un uomo che voleva cucinar</em>e, Oldani elenca i cinque capisaldi su cui ha costruito il suo viaggio professionale e umano: amore come passione per il mestiere e spirito di sacrificio; educazione come rispetto, dalle materie prime ai collaboratori e agli ospiti; intraprendenza come intelligenza e sana ambizione; obbedienza, come sintonia con i maestri, le stagioni, le regole che abbiamo appreso e in generale il nostro <em>sentire</em>; e infine umiltà, sia nell’imparare che nell’insegnare. Oldani è un nome destinato a lasciare il segno nel panorama della cucina internazionale.</p>
<p>Per saperne di più <a href="http://www.21min.org/ingresso_areariservata" target="_blank">clicca qui!</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-91" title="Davide Oldani" src="http://www.televisionet.tv/21min/wp-content/uploads/2009/07/oldani-completo1.jpg" alt="Davide Oldani" width="490" height="320" /></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http://www.youtube.com/watch?v=RddITn8fx9s" target="_blank"><img class="alignright" src="http://blog.21min.org/wp-content/themes/21min/images/condividi.gif" border="0" alt="" width="147" height="20" /></a></p>
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		<title>Ernö Rubik</title>
		<link>http://blog.21min.org/erno-rubik.html</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 09:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>21min</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Architetto e designer ungherese, ha inventato il rompicapo più venduto di tutti i tempi, il famoso Cubo di RubikTM. Eppure non era nei suoi piani creare nulla di simile e dopo l’invenzione ha fatto di tutto per non farsi travolgere dal successo: è stato il caso a giocare un ruolo fondamentale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Puzzle</strong></p>
<p><strong>Ernö</strong><strong> Rubik </strong>nasce in Ungheria nel 1944. Nel 1967 si laurea in Ingegneria civile all’Univesità di <a href="http://portal.bme.hu/langs/en/default.aspx" target="_blank">Budapest Muszaki Egyetem</a>. Dopo la laurea inizia a studiare scultura e architettura d’interni all’Accademia d’Arte Applicata e Design di Budapest. Dal 1971 al 1975 lavora come architetto, per poi tornare come titolare della cattedra di architettura d’interni nella stessa accademia da cui era partito. L’invenzione del celebre cubo a sei colori, uno per ogni faccia, che porta il suo nome, risale a questo periodo, per la precisione al 1974: la diffusione in una prima fase è assai limita e investe solo i circoli scientifici. Rubik ha ventinove anni. Il suo interesse è prevalentemente tecnico: come è possibile che ventisei piccoli cubi possano ruotare formando un cubo più grande? I primi prototipi utilizzavano fasce elastiche e carta adesiva. L’idea del gioco nasce quando Rubik si accorge che non è così facile riallineare le sei facce del cubo principale con colori omogenei. C’è solo una possibilità corretta contro 43 quintilioni di soluzioni sbagliate. In un primo momento, Rubik aveva pensato che non bastasse una vita intera per risolverlo (ma poi in un mese trovò la soluzione). Nel 1980 inizia a pubblicare una rivista di enigmistica dal titolo <em>…És játék</em> (“… e giochi”). In questo periodo il Cubo di Rubik<sup>TM</sup> inizia ad affermarsi anche internazionalmente, dando origine a una vera e propria mania che spinge il rompicapo ad essere in assoluto il gioco più venduto di quel periodo, e il suo creatore a diventare la persona più ricca del suo paese (è stato definito il primo ‘miliardario rosso’ nel blocco dell’Est). Si calcola che all’incirca un ottavo della popolazione mondiale abbia almeno una volta nella vita tenuto in mano il cubo. Negli anni ’80 il cubo diventa una vera icona. E nel 1982, ai Campionati mondiali di Budapest, Minh Thai – uno studente di sedici anni di un liceo di Los Angeles di origine vietnamita – riesce a ordinare il cubo in 22 secondi e 95 centesimi, diventando il campione del mondo. Oggi il record si è abbassato a circa 10 secondi, e si risolve in 24-28 mosse. Nel 1983 crea il <a href="http://www.rubiks.com" target="_blank">Rubik-Studio</a>, dove si progettano mobili e giochi. Nel 1990 diventa Presidente dell’Accademia di Ingegneria d’Ungheria. Nell’ambito dell’Accademia, dà vita alla Fondazione Rubik per sosere giovani ingegneri e designer di talento. Attualmente Rubik si occupa dello sviluppo di videogiochi e di architettura, continuando studiare problemi di geometria strutturale e a dirigere il Rubik-Studio.</p>
<p>Per saperne di più <a href="http://www.21min.org/ingresso_areariservata" target="_blank">clicca qui!</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-81" title="Erno Rubik" src="http://www.televisionet.tv/21min/wp-content/uploads/2009/07/rubik-completo.jpg" alt="Erno Rubik" width="490" height="320" /></p>
<p><a href="http://www.rubiks.com" target="_blank">www.rubiks.com</a></p>
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		<title>Mario Cucinella</title>
		<link>http://blog.21min.org/mario-cucinella.html</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 10:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>21min</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Architetto di fama internazionale, si è fatto promotore di un’architettura sostenibile, che agisca come re-design, ossia superamento della realtà. Tutto ciò coniugando ricerca, utilizzo di nuove tecnologie e abilità professionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[media id=18 width=490 height=276]<br />
<strong>Il Re-design</strong></p>
<p><strong>Mario Cucinella </strong>nasce in Italia nel 1960. Dopo la laurea nel 1987 alla facoltà di Architettura di Genova, lavora nello studio di Renzo Piano prima a Genova e poi a Parigi. Nel 1992 fonda a Parigi lo studio <a href="http://www.mcarchitectsgate.it" target="_blank">Mario Cucinella Architects</a>. Nel 1999 lo studio apre anche a Bologna, sede in cui si sposterà definitivamente qualche tempo più tardi. Sin dai primi passi Cucinella raccoglie importanti riconoscimenti in concorsi e premi internazionali. La sua sfera d’azione è molto ampia, e spazia dall’architettura residenziale e pubblica ai progetti di design industriale, dalle strategie per il controllo climatico ai grandi piani di sistemazione urbana. Coltiva in modo costante e trasversale un interesse specifico per i temi della progettazione ambientale e della sostenibilità in architettura. Non a caso i progetti che escono dallo studio tendono a un ideale di qualità architettonica che integra la sostenibilità, l’etica nei comportamenti e un impatto sociale positivo. Lo studio si avvale di architetti e ingegneri provenienti da diversi paesi e collabora intesamente con le università. Cucinella è Visiting professor all’<a href="http://www.nottingham.ac.uk/" target="_blank">Università di Nottingham</a> e tiene regolarmente conferenze in Italia e all’estero. Nel corso di un seminario dal titolo emblematico <a href="http://www.mandragora.it/italiano/titoli/mca.html"><em>More with less</em></a>, ha sostenuto che la ricerca della bellezza architettonica è coniugabile alla sostenibilità ambientale degli edifici. Tre progetti dello studio portati a termine nel 2008 ne sono una dimostrazione eloquente. La nuova sede dell’<a href="http://www.mcarchitectsgate.it/index.php?id=19&amp;projid=31" target="_blank">Agenzia Regionale per l’Ambiente di Ferrara</a> ottiene un’efficienza straordinaria dei consumi di energia e luce, grazie anche all’uso della cosiddetta <em>quinta facciata</em> (il tetto), su cui si eleva una moltitudine di condotti di luce naturale. Il <a href="http://www.mcarchitectsgate.it/index.php?id=19&amp;projid=34" target="_blank">Centre for Sustainable Energy Technologies di Pechino</a>, la cui forma spezzata ricorda una lanterna o un paravento della tradizione cinese, grazie ai giardini pensili esposti a sud e agli oltre 1.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, si comporta come una foglia che cattura l’energia solare. La <a href="http://www.mcarchitectsgate.it/index.php?id=19&amp;projid=4" target="_blank">casa 100k</a> è un progetto che ha suscitato interesse anche oltre l’ambiente degli architetti. Non è solo un gradevole edificio contemporaneo di 100 metri quadrati: è una macchina bioclimatica che grazie al fotovoltaico integrato, alle superfici captanti, alla circolazione d’aria interna e alle strategie passive, è a zero impatto di CO<sub>2</sub>. Ed è inserito in uno schema aggregativo di case componibili che consentono di liberare progetti, aspirazioni e stili abitativi diversi.</p>
<p>Per saperne di più <a href="http://www.21min.org/ingresso_areariservata" target="_blank">clicca qui!</a></p>
<div>
<dl id="attachment_17" style="width: 500px;"></dl>
</div>
<p><div id="attachment_17" class="wp-caption alignnone" style="width: 500px"><img class="size-full wp-image-17" title="casa-100k_ridimensionata" src="http://www.televisionet.tv/21min/wp-content/uploads/2009/07/casa-100k_ridimensionata.jpg" alt="Casa 100K" width="490" height="320" /><p class="wp-caption-text">Casa 100K</p></div><br />
<a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http://www.youtube.com/watch?v=xLQFhERoz4Q" target="_blank"><img class="alignright" src="http://blog.21min.org/wp-content/themes/21min/images/condividi.gif" border="0" alt="" width="147" height="20" /></a></p>
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