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	<title>21min blog &#187; Davide Oldani</title>
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	<description>i saperi dell&#039;Eccellenza</description>
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		<title>Il gelato Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 15:57:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>21min</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Davide Oldani]]></category>
		<category><![CDATA[Ytalia Trid'O]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel capoluogo toscano si è svolto il Firenze Gelato Festival 2011, manifestazione che ha visto un grande concorso di pubblico e alcune interessanti novità per chi ama quello straordinario prodotto alimentare che è il gelato, vero vanto dell&#8217;intelligenza e della creatività del nostro Paese. Una nota marca del settore ha voluto coinvolgere il grande chef [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="davide oldani" src="http://www.21min.org/speakers/Oldani.jpg" alt="" width="220" height="270" />Nel capoluogo toscano si è svolto il Firenze Gelato Festival 2011, manifestazione che ha visto un grande concorso di pubblico e alcune interessanti novità per chi ama quello straordinario prodotto alimentare che è il gelato, vero vanto dell&#8217;intelligenza e della creatività del nostro Paese.</p>
<p>Una nota marca del settore ha voluto coinvolgere il grande chef Davide Oldani, speaker di <strong><em>21minuti. I Saperi dell&#8217;Eccellenza</em></strong> del 2009, in una sfida davvero ardua: coniugare il gelato e l&#8217;idea dell&#8217;unità d&#8217;Italia che si celebra quest&#8217;anno.</p>
<p><strong>Davide Oldani </strong>ha lavorato al progetto ed ha stupito il pubblico creando “<strong>Ytalia Trid&#8217;O</strong>” che è un gelato tricolore realizzato con tre ingredienti: basilico, Grana Padano dolce e pomodoro con aggiunta di vaniglia e note agrumate. Il gusto, a detta di chi ha avuto il piacere di assaggiarlo, è davvero esaltante. Tre ingredienti molto diversi, ognuno col suo deciso carattere che si uniscono migliorandosi. Lo chef spiega che proprio come la nostra Italia è una, allo stesso modo è solo assaporando assieme i tre gusti che ne abbiamo il massimo piacere. Una ricerca che sa di filosofia dietro una ricetta intelligente.</p>
<p><span id="more-1313"></span>Il gelato è stato servito a Firenze in piazza della Repubblica in uno stand allestito con arredi tipici delle gelaterie degli anni cinquanta ma ha deliziato i presenti anche durante la serata di gala del Festival.</p>
<p>L&#8217;azienda che ha sostenuto il progetto ci crede veramente. Sarà quindi distribuito? Tanti sono i curiosi con l&#8217;acquolina in bocca che vorrebbero saperlo.</p>
<p>Al momento godiamoci la buona notizia che il ricavato dalla vendita del gelato tricolore sarà devoluto all&#8217;Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Buona l&#8217;idea, ottimo il risultato.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1319" title="gelato" src="http://blog.21min.org/wp-content/uploads/2011/05/gelato1.jpg" alt="" width="328" height="260" /></p>
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		<title>21minuti a Identità Golose</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 13:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>21min</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Davide Oldani]]></category>
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		<category><![CDATA[rispetto della terra]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolta questa settimana la sesta edizione del congresso italiano di cucina d’autore: Identità Golose. Anche noi di 21minuti eravamo sul campo per incontrare le eccellenze italiane in cucina. Davide Oldani è stato il nostro Caronte in questo viaggio alla scoperta del lusso della  semplicità e sostenibilità a tavola. Tra il panel dei relatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-924" title="Oldani a identita Golose 2010" src="http://blog.21min.org/wp-content/uploads/2010/02/Oldani-a-identita-Golose-2010.jpg" alt="Oldani a identita Golose 2010" width="405" height="304" /></p>
<p>Si è svolta questa settimana la sesta edizione del congresso italiano di cucina d’autore: <strong>Identità Golose</strong>.</p>
<p>Anche noi di 21minuti eravamo sul campo per incontrare le eccellenze italiane in cucina. <strong>Davide Oldani</strong> è stato il nostro Caronte in questo <strong>viaggio</strong> alla scoperta del <strong>lusso</strong> della  <strong>semplicità</strong> e <strong>sostenibilità</strong> a tavola.</p>
<p>Tra il panel dei relatori abbiamo avuto il piacere di incontrare e scambiare un confronto di pensiero con i <em>fratelli Alajmo</em> de <strong>Le Calandre di Padova</strong>, <em>Pietro Leemann</em> del <strong>Joia</strong> di Milano, <em>Matteo Lunelli</em> delle <strong>Cantine Ferrari</strong>, <em>Oscar Farinetti</em> di <strong>Eataly </strong>ed infine <em>Carlo Petrini</em>, fondatore di <strong>Slowfood</strong> e del movimento Terra Madre.</p>
<p>Tanti protagonisti con un minimo comune denominatore: pensare che cuochi, ristoratori, pasticceri, artigiani, giornalisti, amministratori devono sforzarsi di fare sistema, di difendere le eccellenze e dare loro valore. La semplicità che la cucina sta cercando, ha alle spalle una complessità strutturale, produttiva e culturale. Nuovo lusso e nuovi piaceri, ma anche nuove teste.</p>
<p>Anche<strong> 21minuti</strong> si impegna a sensibilizzare ad una <strong>cultura della sostenibilità</strong> che in questo caso è il <strong>rispetto della terra</strong>, degli altri e di se stessi attraverso un’alleanza tra il singolo e l’ambiente perché questo ci permetterà di trovare un nuovo, anzi antichissimo, equilibrio.</p>
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		<title>Davide Oldani</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 12:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>21min</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[excellence]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[D'O]]></category>
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		<category><![CDATA[design]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha studiato con i grandi maestri della cucina internazionale, per poi aprirsi vie nuove e inaugurare una cucina rigorosa nella tecnica ma creativa nelle scelte. Nonostante sia considerato un star del gusto, vada in televisione, scriva libri e firmi oggetti di design, si definisce un “semplice cuoco”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[media id=35 width=490 height=276]</p>
<p><strong>La Semplicità</strong></p>
<p><strong>Davide Oldani </strong>nasce a Milano nel 1967. Sua madre, ottima cuoca, è la prima ad instillargli la passione per la cucina. Frequenta la<a href="http://www.carloportamilano.it/" target="_blank"> Scuola alberghiera Carlo Porta di Milano</a>, dove dimostra impegno e forza di volontà. Finita la scuola, comincia subito a lavorare da Gualtiero Marchesi, negli anni in cui lo chef milanese è sotto i riflettori. Non passa molto tempo che Oldani diventa il suo allievo prediletto. L’esperienza come secondo al fianco di uno dei grandi chef italiani durerà dieci anni. Accanto a Marchesi, dà un contributo importante nel promuovere la cucina italiana nel mondo, in particolare negli Stati Uniti e in Giappone. Ma Marchesi non è l’unico maestro: Oldani si forma anche con Albert Roux al <a href="http://www.le-gavroche.co.uk/" target="_blank">Gavroche di Londra</a>, e con il celebre Alain Ducasse al <a href="http://www.alain-ducasse.com/public/louis_xv/fr_cuisine.htm" target="_blank">Louis XV di Montecarlo</a>. In parallelo, lavora anche come consulente di <a href="http://www.foodbeverage.it/" target="_blank">Food &amp; Beverage </a>per grandi multinazionali statunitensi. Al ristorante <a href="http://www.giannino.it/" target="_blank">Giannino di Milano</a> ottiene la sua prima stella Michelin. Dopo queste esperienze, avverte il bisogno di tornare alla sua Cornaredo, alle porte di Milano, dove acquista una vecchia trattoria che ristruttura in maniera semplice. Il ristorante si chiama D’O: sono le iniziali del suo nome, ma anche la parola ‘via’ in giapponese. Il successo non tarda, anche grazie a una politica di prezzi contenuti del tutto anomala nel mondo dei locali stellati. Preparato nelle tecniche di preparazione più avanzate apprese nelle cucine di mezzo mondo, e profondo conoscitore delle materie prime, Oldani ha fatto molta ricerca nel campo dei <em>piatti poveri</em> della tradizione. La sua cucina è anche chiamata circolare: capace di armonizzare semplicità e intensità, essenzialità e nuovi accostamenti (per esempio, fra dolce e salato), orientata al baccalà, alle seppie e alle guance di bue piuttosto che all’astice e al filetto. Una pietanza di Oldani diventata celebre è la cipolla caramellata, servita sia come antipasto che come dessert a scelta del cliente. Nel libro <em>Cuoco andata e ritorno – Viaggi, sogni e ricette di un uomo che voleva cucinar</em>e, Oldani elenca i cinque capisaldi su cui ha costruito il suo viaggio professionale e umano: amore come passione per il mestiere e spirito di sacrificio; educazione come rispetto, dalle materie prime ai collaboratori e agli ospiti; intraprendenza come intelligenza e sana ambizione; obbedienza, come sintonia con i maestri, le stagioni, le regole che abbiamo appreso e in generale il nostro <em>sentire</em>; e infine umiltà, sia nell’imparare che nell’insegnare. Oldani è un nome destinato a lasciare il segno nel panorama della cucina internazionale.</p>
<p>Per saperne di più <a href="http://www.21min.org/ingresso_areariservata" target="_blank">clicca qui!</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-91" title="Davide Oldani" src="http://www.televisionet.tv/21min/wp-content/uploads/2009/07/oldani-completo1.jpg" alt="Davide Oldani" width="490" height="320" /></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http://www.youtube.com/watch?v=RddITn8fx9s" target="_blank"><img class="alignright" src="http://blog.21min.org/wp-content/themes/21min/images/condividi.gif" border="0" alt="" width="147" height="20" /></a></p>
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		<title>Davide Oldani: ingredienti &quot;old&quot;, spirito nuovo</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 08:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>21min</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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		<description><![CDATA[Davide Oldani non è il tipico chef di successo: ha, è vero, aperto un ristorante molto “trendy” (e affollato), il “D'O”, ma lo ha fatto in un luogo inaspettato, a Cornaredo, piccolo centro dell'hinterland milanese. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davide Oldani non è il tipico chef di successo: ha, è vero, aperto un ristorante molto “trendy” (e affollato), il “D&#8217;O”, ma lo ha fatto in un luogo inaspettato, a Cornaredo, piccolo centro dell&#8217;hinterland milanese. La sua è una vera e propria sfida: coniugare una cucina raffinata con prezzi modici e un locale senza molte pretese. Di questa sfida parla nel suo libro da poco uscito “La mia cucina Pop, l&#8217;arte di caramellare i sogni”, uscito per i tipi di Rizzoli.</p>
<p>L&#8217;evidente riferimento gastronomico del titolo non è casuale: il piatto-simbolo dell&#8217;esperimento gastronomico avviato da Oldani è la cipolla caramellata. Un mix, dunque, di quelle materie prime povere, “popolari”, appunto, che sono tipiche della nostra tradizione culinaria, con la fantasia “al caramello” di un grande chef. Che è, a suo modo, un rivoluzionario: lontano dagli stereotipi molto “glamour” che circondano la gastronomia, vicino invece a una visione  “sostenibile” che porta a rimettere in auge e valorizzare gli ingredienti più umili (e non per questo meno appetibili) offertici dal territorio in cui viviamo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-660" title="cipolle-oldani" src="http://blog.21min.org/wp-content/uploads/2009/10/cipolle-oldani.jpg" alt="cipolle-oldani" width="490" height="320" /></p>
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