Articoli marcati con tag ‘Davide Oldani’

Il gelato Italia

Nel capoluogo toscano si è svolto il Firenze Gelato Festival 2011, manifestazione che ha visto un grande concorso di pubblico e alcune interessanti novità per chi ama quello straordinario prodotto alimentare che è il gelato, vero vanto dell’intelligenza e della creatività del nostro Paese.

Una nota marca del settore ha voluto coinvolgere il grande chef Davide Oldani, speaker di 21minuti. I Saperi dell’Eccellenza del 2009, in una sfida davvero ardua: coniugare il gelato e l’idea dell’unità d’Italia che si celebra quest’anno.

Davide Oldani ha lavorato al progetto ed ha stupito il pubblico creando “Ytalia Trid’O” che è un gelato tricolore realizzato con tre ingredienti: basilico, Grana Padano dolce e pomodoro con aggiunta di vaniglia e note agrumate. Il gusto, a detta di chi ha avuto il piacere di assaggiarlo, è davvero esaltante. Tre ingredienti molto diversi, ognuno col suo deciso carattere che si uniscono migliorandosi. Lo chef spiega che proprio come la nostra Italia è una, allo stesso modo è solo assaporando assieme i tre gusti che ne abbiamo il massimo piacere. Una ricerca che sa di filosofia dietro una ricetta intelligente.

Leggi il resto di questo articolo »

21minuti a Identità Golose

Oldani a identita Golose 2010

Si è svolta questa settimana la sesta edizione del congresso italiano di cucina d’autore: Identità Golose.

Anche noi di 21minuti eravamo sul campo per incontrare le eccellenze italiane in cucina. Davide Oldani è stato il nostro Caronte in questo viaggio alla scoperta del lusso della  semplicità e sostenibilità a tavola.

Tra il panel dei relatori abbiamo avuto il piacere di incontrare e scambiare un confronto di pensiero con i fratelli Alajmo de Le Calandre di Padova, Pietro Leemann del Joia di Milano, Matteo Lunelli delle Cantine Ferrari, Oscar Farinetti di Eataly ed infine Carlo Petrini, fondatore di Slowfood e del movimento Terra Madre.

Tanti protagonisti con un minimo comune denominatore: pensare che cuochi, ristoratori, pasticceri, artigiani, giornalisti, amministratori devono sforzarsi di fare sistema, di difendere le eccellenze e dare loro valore. La semplicità che la cucina sta cercando, ha alle spalle una complessità strutturale, produttiva e culturale. Nuovo lusso e nuovi piaceri, ma anche nuove teste.

Anche 21minuti si impegna a sensibilizzare ad una cultura della sostenibilità che in questo caso è il rispetto della terra, degli altri e di se stessi attraverso un’alleanza tra il singolo e l’ambiente perché questo ci permetterà di trovare un nuovo, anzi antichissimo, equilibrio.

Davide Oldani

[media id=35 width=490 height=276]

La Semplicità

Davide Oldani nasce a Milano nel 1967. Sua madre, ottima cuoca, è la prima ad instillargli la passione per la cucina. Frequenta la Scuola alberghiera Carlo Porta di Milano, dove dimostra impegno e forza di volontà. Finita la scuola, comincia subito a lavorare da Gualtiero Marchesi, negli anni in cui lo chef milanese è sotto i riflettori. Non passa molto tempo che Oldani diventa il suo allievo prediletto. L’esperienza come secondo al fianco di uno dei grandi chef italiani durerà dieci anni. Accanto a Marchesi, dà un contributo importante nel promuovere la cucina italiana nel mondo, in particolare negli Stati Uniti e in Giappone. Ma Marchesi non è l’unico maestro: Oldani si forma anche con Albert Roux al Gavroche di Londra, e con il celebre Alain Ducasse al Louis XV di Montecarlo. In parallelo, lavora anche come consulente di Food & Beverage per grandi multinazionali statunitensi. Al ristorante Giannino di Milano ottiene la sua prima stella Michelin. Dopo queste esperienze, avverte il bisogno di tornare alla sua Cornaredo, alle porte di Milano, dove acquista una vecchia trattoria che ristruttura in maniera semplice. Il ristorante si chiama D’O: sono le iniziali del suo nome, ma anche la parola ‘via’ in giapponese. Il successo non tarda, anche grazie a una politica di prezzi contenuti del tutto anomala nel mondo dei locali stellati. Preparato nelle tecniche di preparazione più avanzate apprese nelle cucine di mezzo mondo, e profondo conoscitore delle materie prime, Oldani ha fatto molta ricerca nel campo dei piatti poveri della tradizione. La sua cucina è anche chiamata circolare: capace di armonizzare semplicità e intensità, essenzialità e nuovi accostamenti (per esempio, fra dolce e salato), orientata al baccalà, alle seppie e alle guance di bue piuttosto che all’astice e al filetto. Una pietanza di Oldani diventata celebre è la cipolla caramellata, servita sia come antipasto che come dessert a scelta del cliente. Nel libro Cuoco andata e ritorno – Viaggi, sogni e ricette di un uomo che voleva cucinare, Oldani elenca i cinque capisaldi su cui ha costruito il suo viaggio professionale e umano: amore come passione per il mestiere e spirito di sacrificio; educazione come rispetto, dalle materie prime ai collaboratori e agli ospiti; intraprendenza come intelligenza e sana ambizione; obbedienza, come sintonia con i maestri, le stagioni, le regole che abbiamo appreso e in generale il nostro sentire; e infine umiltà, sia nell’imparare che nell’insegnare. Oldani è un nome destinato a lasciare il segno nel panorama della cucina internazionale.

Per saperne di più clicca qui!

Davide Oldani

Davide Oldani: ingredienti "old", spirito nuovo

Davide Oldani non è il tipico chef di successo: ha, è vero, aperto un ristorante molto “trendy” (e affollato), il “D’O”, ma lo ha fatto in un luogo inaspettato, a Cornaredo, piccolo centro dell’hinterland milanese. La sua è una vera e propria sfida: coniugare una cucina raffinata con prezzi modici e un locale senza molte pretese. Di questa sfida parla nel suo libro da poco uscito “La mia cucina Pop, l’arte di caramellare i sogni”, uscito per i tipi di Rizzoli.

L’evidente riferimento gastronomico del titolo non è casuale: il piatto-simbolo dell’esperimento gastronomico avviato da Oldani è la cipolla caramellata. Un mix, dunque, di quelle materie prime povere, “popolari”, appunto, che sono tipiche della nostra tradizione culinaria, con la fantasia “al caramello” di un grande chef. Che è, a suo modo, un rivoluzionario: lontano dagli stereotipi molto “glamour” che circondano la gastronomia, vicino invece a una visione  “sostenibile” che porta a rimettere in auge e valorizzare gli ingredienti più umili (e non per questo meno appetibili) offertici dal territorio in cui viviamo.

cipolle-oldani

Organizzazione

Partner

febbraio: 2012
L M M G V S D
« gen    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829