Articoli marcati con tag ‘ascolto’
Shlomo Ben Ami
[media id=36 width=490 height=276]
L’Identità
Shlomo Ben-Ami nasce da genitori ebrei sefarditi. Nel 1955 la famiglia emigra in Israele. Ben-Ami studia all’Università di Tel Aviv e alla Oxford University, dove consegue il dottorato in storia. Dalla metà degli anni settanta torna alla Tel Aviv University, dove dal 1982 al 1986 è a capo del Dipartimento di storia. Il suo indirizzo di studi è la storia spagnola del Novecento: la sua biografia dell’ex dittatore spagnolo Generale Primo de Rivera (1923-1930) è considerata fra i testi più autorevoli sul tema. La sua attenzione si sposta gradualmente alla storia di Israele e del Medio Oriente, ma tuttora è riconosciuto come uno dei più grandi esperti di politica spagnola durante i due conflitti mondiali. Dal 1987 al 1991, prima di entrare in politica, è ambasciatore d’Israele in Spagna. Nel 1996 viene eletto in parlamento nelle liste del Partito Laburista. Nel 1999, sotto il governo Barak, diventa Ministro della Sicurezza Interna, e l’anno successivo Ministro degli Esteri, mantenendo entrambe le cariche fino al 2001, quando decide di ritirarsi dalla politica attiva in contrasto con Sharon. È uno dei politici israeliani più coinvolti nel difficile processo di pace, nel 1991 partecipa alla Conferenza di Pace di Madrid e nel 2000 è a Camp David. Attualmente Ben-Ami è Vice Presidente del Centro Internazionale Toledo per la Pace (TICpax), il cui scopo è contribuire alla prevenzione e alla risoluzione di conflitti violenti o potenzialmente violenti e al consolidamento della pace, nel rispetto della democrazie e dei diritti umani. Ma come si arriva a una pace duratura in Medio Oriente? Il credo di Ben-Ami è che Israele debba accontentarsi di uno Stato più piccolo a prevalenza ebraica. Questa potenziale soluzione è in linea con il sionismo originale che non è imperialista, ma si fonda su una coesione culturale, di nicchia. La natura del conflitto non è incentrata sui territori, o almeno Ben-Ami ritiene questa fase conclusa. È soprattutto etica, riguarda questioni come le radici storiche e religiose, la memoria – terreni in cui trovare margini per un accordo è difficile. La liberazione dal conflitto non può essere esclusivamente un processo che cala dall’alto ma deve partire dalle coscienze dei singoli, e certamente richiede sacrifici e compromessi dolorosi. Quei sacrifici che, pur essendo stata la pace diverse volte a portata di mano, gli establishment israeliano e palestinese non sono stati capaci di promuovere presso le rispettive popolazioni.

Per saperne di più clicca qui!
Rita El Khayat
[media id=34 width=490 height=276]
Il Riscatto
Rita El Khayat nasce a Rabat, in Marocco nel 1944. Dopo la laurea in Medicina, è ammessa in un Internato di Psichiatria a Casablanca. In parallelo con gli studi, si occupa di radio, televisione e cinema, ed è la prima speaker donna in Marocco. Delusa dall’ambiente di lavoro nel suo paese, parte per Parigi dove si specializza in tre campi: psichiatria (studia con George Devereux, l’inventore dell’etnopsichiatria), medicina del lavoro ed ergonomia della medicina spaziale. In Francia studia anche arabo classico alla prestigiosa Scuola di Lingue Orientali.?Il suo impegno a favore dei diritti umani, della pace e dei diritti della donna in Marocco e nel Maghreb è intenso e vasto. Nel 1998 fonda l’Associazione Aïni Bennaï (nel 2003 si aggiungerà anche una casa editrice). Aïni Bennaï, uccisa a quindici anni dalla negligenza e dagli errori dei medici, a soli undici anni leggeva Proust, ascoltandone le letture con il suo walk-man e commentando con frasi come: “Adoro il suo dandismo.” Nel 1999 è la prima donna nella storia del Marocco e di tutto il mondo arabo a scrivere a un sovrano. La lettera, dal titolo Lettera di una donna a un giovane monarca e indirizzata al giovane re Mohammed VI quattro mesi dopo la sua incoronazione, in meno di due mesi viene tradotta in 11 lingue. Scritta per contrastare un movimento islamista reazionario che voleva il ritorno alla segregazione delle donne, chiede la modifica della Moudawana (“Statuto personale”), una sorta di Codice della famiglia che nei paesi arabi e islamici, ad eccezione della Tunisia, continua a mantenere le donne in una condizione di assoluta minorità giuridica. Gran parte delle richieste sono state accolte. Per esempio, l’età minima per il matrimonio è stata fissata a 18 anni anche per le donne. È stato introdotto il divieto di ripudiare le mogli. Le donne possono ora divorziare come gli uomini e hanno diritto alla metà dei beni. È stato vietato picchiare le donne e chi lo fa commette un reato. Le vedove sono state riconosciute tutrici dei propri figli, mentre in precedenza cadevano sotto la tutela della famiglia di origine del marito defunto (una condizione di subordinazione che la scrittrice stessa ha vissuto con la madre e i suoi fratelli, dopo la scomparsa prematura del padre). In seguito a queste attività, nel 2008 viene candidata al Premio Nobel per la Pace. Rita El Khayat ha prodotto una trentina di libri fra saggi e romanzi, e oltre 350 articoli. Insegna Antropologia della conoscenza e del sapere all’Università di Chieti, in Italia. Con lo pseudonimo di Latina Chakir, si è fatta conoscere e apprezzare anche nel mondo dell’arte.
Per saperne di più clicca qui!

Gilead Sher
L’Ascolto
Gilead Sher nasce in Israele nel 1953, discendente di Baruch Mizrahi, una famiglia che risiede a Gerusalemme dal 1620. Si laurea presso la Scuola di Legge della Hebrew University e nel 1981 ottiene l’iscrizione all’Albo di Legge israeliano. Frequenta corsi di Project finance all’Università di Harvard (1999) e alla World Bank (1996). Dal 1999 al 2001 è capo dell’Ufficio del Primo Ministro israeliano e capo della delegazione per l’accordo di pace fra Israele e Palestina. È fra i fondatori dello studio legale Aaronsohn Sher, Aboulafia, Amoday & Co., uno dei più importanti studi legali in Israele. Alll’interno dello studio Sher si occupa di diritto societario, Project finance, investimenti e transazioni internazionali, legge costituzionale, risoluzione dei conflitti. Sher tiene annualmente lezioni alla Wharton School della Pennsylvania University sui temi della negoziazione e della risoluzione dei conflitti. Ha tenuto conferenze in diversi atenei negli Stati, in America latina e in Europa, fra cui Harvard, Northwestern, La Sapienza, Luiss di Roma. Il coinvolgimento di Sher nella risoluzione delle crisi inizia durante il mandato del Primo Ministro Yitshak Rabin, quando in veste di Colonnello delle Forze armate israeliane è delegato alle trattative per l’accordo provvisorio. Questo impegno continuerà a lungo, in diverse forme, sia per conto del governo che di organizzazioni non governative. Avrà modo di lavorare al fianco di leader come Bill Clinton, Yasser Arafat, Isaak Rabin ed Ehud Barak. Dal 2001 Sher è più volte ospite di istituzioni e governi esteri in occasione di convegni dedicati alla pace regionale, all’anti-terrorismo su scala globale e all’economia regionale nel Medio Oriente. Per il suo impegno nel portare la pace nel Medio Oriente, nel 2002 è nominato Chevalier de l’Ordre National du Merite dall’ex Presidente della Francia Jaques Chirac. Nel 2002 Sher collabora con l’Istituto Van Leer di Gerusalemme a una iniziativa israeliana per la liberazione. Sher è Colonnello, Comandante di brigata e Vice Comandante di una divisione dei Corpi Armati, oltre che giudice militare. Membro del Consiglio per la Pace e Sicurezza e dell’Associazione per i Diritti Civili in Israele, Sher è stato membro fondatore del Centro di Responsabilizzazione del Cittadino in Israele, del Consiglio del Commercio Anglo-Israeliano e della Camera di Commercio e Industria Franco-Israeliana. Sher è anche Presidente dell’Associazione Shotokan Karate Israele: in questa disciplina ha ottenuto il titolo di quinto Dan. Gilead Sher è sposato e padre di quattro figli.
Per saperne di più clicca qui





