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Nives Meroi

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Il Fair play

Nives Meroi nasce nel 1961 in un paese vicino a Bergamo, ma da oltre vent’anni risiede in Friuli Venezia-Giulia, dove ha conosciuto il marito Romano Benet, compagno di vita e di cordata. Nives Meroi ha al suo attivo alcune fra le vie più difficili delle Alpi, fra cui la prima invernale al Pilastro Piussi alla parete nord del Piccolo Mangart di Coritenza e quella alla Cengia degli Dei, sullo Jof Fuart. Il suo profilo è quello di un’alpinista tecnicamente forte in vari ambiti dell’arrampicata: falesia, cascate di ghiaccio, sci estremo, alpinismo d’alta quota. Col tempo, l’amore per la montagna l’ha spinta ad esplorare orizzonti sempre più lontani, dove l’aria è rarefatta e, per usare parole sue, “dove ogni passo diventa uno sforzo di volontà”. Il suo è un alpinismo by fair means, con uno stile leggero e pulito: senza l’ausilio di ossigeno supplementare, portatori d’alta quota e campi fissi. E senza perdere di vista i valori della vita, come quando nel tentativo di scalata del Kangchenjunga del 2009 getta la spugna per prestare soccorso al marito in difficoltà fra il campo 3 e il campo 4. Dietro ogni sua nuova salita, c’è un confronto onesto con sè stessa e la montagna, non importa se nelle Ande, in Himalaya o nel Karakorum. Il primo tentativo al K2 nel 1994 si conclude con un’amara rinuncia: “La via finiva lì – racconta Nives – a meno di 100 metri dalla vetta. Ci trovavamo infatti su una torre completamente staccata dalla parete principale, oggettivamente impraticabile… Un’esperienza che mi insegnato l’umiltà ed il rispetto per i pilastri dell’alta quota, una lezione che non ho mai scordato e che da ben 12 anni ormai guida i miei passi fra i loro immensi pendii.” La sua carriera è costellata di di grandi successi, come la salita, nel 2003 e in soli venti giorni, di tre dei 14 Ottomila della Terra (Gasherbrum II, Gasherbrum I, Broad Peak), seconda cordata al mondo ad aver realizzato un’impresa simile e prima donna in assoluto nella storia dell’alpinismo. Sono da citare anche le celebri salite al Dhaulagiri, al K2 e all’Everest, montagne amate e a lungo corteggiate, che nella stagione 2006-2007 si sono finalmente concesse regalandole il sogno di una vita. Gli undici Ottomila metri saliti sinora da Nives Meroi e Romano Benet sono: Nanga Parbat (8125 m – 1998), Shisha Pangma (8046 m – 1999), Cho-Oyu (8202 m- 1999), Gasherbrum II (8035 m – 2003), Gasherbrum I (8068 m – 2003), Broad Peak (8047 m – 2003), Lhotse (8516 m – 2004), Dhaulagiri (8164 m – 2006), K2 (8611 m – 2006), Everest (8850 m – 2007), Manaslu (8163 m – 2008).

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Nives Meroi

www.nives.alpinizem.net

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