Non Violenza: un messaggio senza età
Il 2 ottobre 1869 nasceva a Porbandar – attuale Gujarat, India – Mohandas Karamchand Gandhi, comunemente noto al mondo come Mahatma, parola sanscrita che significa “grande anima”.
In India è ufficialmente riconosciuto come Padre della Nazione e la sua data di nascita è stata scelta come giorno di festa nazionale.
Nello stesso 2 ottobre l’ONU celebra la Giornata Internazionale della Non Violenza.
Google ha dimostrato il suo tributo a Gandhi – nell’anniversario della nascita – mettendone l’inconfondibile volto al posto della ‘G’ di Google, sulla pagina principale del motore di ricerca. Un segno non trascurabile a livello comunicativo, specie se messo in pratica da un colosso del settore.
Tra gli ospiti di 21 minuti ci sarà la nipote di Mahatma, Tara Gandhi. Una donna forte e determinata, che – oltre 60 anni dopo la morte del nonno – continua a diffonderne il pensiero e a proseguirne i progetti concreti.
Il modo in cui Gandhi si relazionò ai potenti e il messaggio rivoluzionario di cui si fece portavoce sembrano affascinare ancora chiunque. E’ naturale chiedersi perché – dopo tanto tempo – sia tanto attuale.
Basterà quindi leggere un estratto del suo discorso, pronunciato nel 1947 alla Conferenza delle Relazioni Interasiatiche, per capire come le parole dettate da un cuore carico d’amore e da un cervello moderno e saggio, abbiano sempre qualcosa da trasmettere.
“Se volete di nuovo dare un messaggio all’Occidente, deve essere un messaggio di ‘amore’, deve essere un messaggio di ‘verità’. Ci deve essere una conquista (APPLAUSI), per favore, per favore, per favore. Questo interferirà con il mio discorso, e interferirà anche con la vostra capacità di comprenderlo. Voglio catturare i vostri cuori, non voglio ricevere i vostri applausi. Fate battere i vostri cuori all’unisono con quello che dico e, credo, avrò compiuto il mio lavoro. Perciò voglio che ve ne andiate da qui con il pensiero che l’Asia deve conquistare l’Occidente. Poi, la domanda che mi ha chiesto ieri un amico: se credessi davvero in un mondo unito. Certo che credo in un mondo unito. E come potrei fare altrimenti, se sono un erede del messaggio d’amore che questi grandi, irraggiungibili maestri ci hanno lasciato? Potete portare ancora quel messaggio, adesso, in questa epoca di democrazia, in questa epoca di risveglio dei più poveri tra i poveri, potete portare di nuovo questo messaggio con la più grande enfasi. Allora voi, voi compirete la conquista dell’intero Occidente, non per vendetta del fatto che siete stati sfruttati – e nello sfruttamento, naturalmente, voglio includere l’Africa, e spero che la prossima volta che vi incontrerete in India, ci sarete tutte; che voi nazioni sfruttate della terra vi incontrerete insieme, se a quell’epoca ci saranno ancora nel mondo nazioni sfruttate. Sono così fiducioso che se metterete insieme i vostri cuori, non soltanto le vostre teste, ma i vostri cuori insieme, e capirete il segreto del messaggio che questi uomini saggi dell’Oriente ci hanno lasciato, e che se noi davvero diventiamo, meritiamo e siamo degni di quel grande messaggio, allora capirete che la conquista dell’Occidente sarà completa, e che lo stesso Occidente amerà quella conquista. Oggi l’Occidente anela alla saggezza. Oggi l’Occidente è disperato per la proliferazione delle bombe atomiche, perché una proliferazione delle bombe atomiche significa terribile distruzione, non soltanto per l’Occidente, ma sarà una distruzione del mondo intero, così che la profezia della Bibbia si avvererà e ci sarà un vero e proprio diluvio universale. Non voglia il cielo che ci sia quel diluvio, e non per i torti dell’uomo contro se stesso. Sta a voi liberare il mondo intero, non solo l’Asia, ma il mondo intero, da quella malvagità, da quel peccato. Questa è la preziosa eredità che i vostri maestri, i miei maestri ci hanno lasciato”.





