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Notizie artiche

Si parla spesso di riscaldamento del pianeta e delle relative conseguenze. Se ne parla, ma forse non a sufficienza, o solo in chiave generale, senza guardare concretamente all’impatto effettivo.

Nell’Artico, i cambiamenti climatici sono visibili in modo evidente: cambiano i venti, si sciolgono i ghiacci, variano le correnti marine, ne risentono animali e vegetazione delle aree limitrofe.

A ottobre 2009 è stato pubblicato il rapporto “Artic report card”, aggiornamento annuale a cura del distretto del Programma Climatico del National Oceanic and Athmosphere Administration – Dipartimento Usa del commercio.

Chi risente di tutto ciò?

- Atmosfera: i venti provenienti dal Sud provocano lo scioglimento del ghiaccio marino, che viene sostituito ogni anno

- Oceano: l’acqua risulta più calda e meno salata

- Precipitazioni: aumento delle piogge in Siberia e diminuzione nevicate in Nord America

- Animali e vegetazione

- Ghiaccio: diminuzione costante dello strato permanente in Groenlandia

Un comportamento responsabile, non solo da parte delle nazioni e delle imprese, ma anche dei singoli cittadini, è ora più che mai necessario.

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Vacanze spaziali

Lo spazio è la ultima frontiera da abbattere per un’umanità che continua incessante la propria richiesta di risposte e alternative circa il futuro e le sue evoluzioni”.

Questa la dichiarazione che apre il sito di Galactic Suite, una compagnia turistica spaziale inaugurata nel 2007, che mira a offrire un’esperienza di totale integrazione nello spazio.

Un soggiorno di 4 giorni in orbita costerà 3 milioni di euro. Non esiste ancora un hotel, ma il coordinatore del progetto (Xavier Claramunt, architetto spagnolo) garantisce che esso sarà funzionante entro il 2012.

Le stanze sono ispirate al ventre materno, senza angoli, per riportare – secondo Claramunt – al periodo prenatale e conciliare così passato e futuro in un’unica indimenticabile avventura sensoriale.

L’hotel sarà costituito da moduli prefabbricati assemblati in quota e comprenderà una sala di osservazione da cui guardare la Terra: 15 albe visibili ogni giorno, e un arco di tempo di 80 minuti per compiere un’intera orbita attorno al nostro Pianeta.

Per coloro che parteciperanno (già 38 i posti prenotati) è previsto un allenamento ai tropici della durata di tre mesi: un “sacrificio” a cui, scommettiamo, tutti accetteranno di sottoporsi, in vista della futura vacanza spaziale.

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Ad Alda Merini

È morta oggi a Milano la poetessa Alda Merini, all’età di 78 anni.

Ha esordito nel mondo della poesia a soli 15 anni con “La presenza di Orfeo”, attirando da subito l’attenzione della critica.

Eppure venne respinta al Liceo Manzoni, poiché la sua prova scritta di italiano fu considerata non idonea.

Nel 1947 Alda venne ricoverata per un mese a Villa Turro, centro per malati mentali. Una malattia che Alda definiva “ombre della mente”, con cui imparò nel corso del tempo a convivere e che costituì uno stimolo continuo e vigoroso della sua produzione poetica.

Cantò gli esclusi, gli ultimi, coloro che al pari di lei vivevano in situazioni marginali, dimenticati o derisi dal mondo. conobbe e frequentò maestri della storia letteraria italiana – Quasimodo, Montale, Manganelli.

Un’esistenza in bilico tra il riconoscimento delle sua eccezionale dote poetica e le difficoltà legate alle crisi depressive e ai disturbi psicologici.

Era considerata la più grande poetessa italiana vivente e per lei  il Presidente Giorgio Napolitano ha oggi dichiarato che “Viene meno una ispirata e limpida voce poetica”.

La ricordiamo con le parole con cui lei stessa ha amato definirsi:

(Sono una piccola ape furibonda.)

Mi piace cambiare di colore.

Mi piace cambiare di misura.

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Premio Sviluppo Sostenibile 2009

Il Premio Sviluppo Sostenibile è un importante riconoscimento per le imprese che si sono distinte per impegno nell’innovazione e per efficacia dei risultati volti a uno sviluppo sostenibile.

Il premio è stato indetto dalla Fondazione omonima e ha ottenuto il Patrocinio della Presidenza della Repubblica e viene  consegnato oggi a Ecomondo 2009, la rassegna dedicata alle energie rinnovabili e alla green economy che si tiene alla Fiera di Rimini.

Vincitore di questa edizione è Indesit Company, “per i nuovi elettrodomestici, soprattutto lavabiancherie e lavastoviglie a basso consumo e ad alta efficienza energetica, cui si somma anche un ridotto consumo d’acqua, e per le innovazioni introdotte nel processo produttivo, come gli indici per misurare la riciclabilità dei prodotti”.

Indesit ha infatti introdotto numerose innovazioni per la riduzione dei consumi energetici: programmi eco per sistemi di lavaggio in acqua a temperatura ambiente, ottimizzazione dell’utilizzo dell’acqua, motori di nuova generazione, sensori per la riduzione dei consumi di acqua ed energia nelle lavastoviglie.

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Donne, Hollywood e politica

“Hollywood ha un ruolo non trascurabile nella violenza contro le donne, poiché  ne veicola spesso un’immagine di meri oggetti sessuali”.

Nicole Kidman, ambasciatrice del United Nations Development for Women, è intervenuta a Washington di fronte alla sottocommissione degli Affari Internazionali, che sta valutando soluzioni per combattere la violenza contro le donne, in primo luogo attraverso l’adozione dell’International Violence Against Women Act. Proposta di legge già avanzate in passato, poi arenatesi, e che dovrebbe  essere risollevata al più presto. I dati attuali parlano chiaro: una donna su tre viene picchiata o violentata nel corso della sua vita. E ciò non è più tollerabile.

La testimonianza della Kidman, vincitrice di un premio Oscar e volto di spicco dello showbiz internazionale, giunge in concomitanza con il mea culpa del Presidente USA Barack Obama, intervistato poche ore più tardi dell’intervento della Kidman da Nbc.

“Michelle si è sacrificata più di me, specie nel seguire la crescita delle nostre due figlie”.

Nessun presidente nella storia era arrivato a un’ammissione simile prima d’ora: riconoscere come la società contemporanea spesso releghi le donne e le madri in un ruolo di secondo piano, e le costringa spesso a rinunciare a carriere professionali avviate per occuparsi di casa e famiglia – sentite come mansioni al femminile – è un importante passo avanti nel percorso, ancora lungo, verso un’effettiva uguaglianza tra i due sessi.

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WHY

Wally Hermès Yacht è il risultato di una joint-venture tra due “maison” del lusso, che hanno dato vita a un nuovo concetto di abitare il mare: una casa itinerante, da vivere in totale relax, senza rinunciare ai comfort della vita sulla terra ferma e soprattutto ecologicamente.

38 metri di larghezza e 58 di lunghezza, nato dalla collaborazione tra i più esclusivi nomi del design, dell’ingegneria e dell’architettura navale, tra cui il Design Director di Hèrmes Gabriele Pezzini e l’architetto Mauro Sculli.

Alle spalle del progetto Luca Bassani Antivari,  presidente di Wally, e Pierre-Alexis Dumas, direttore artistico di Hermès, e il loro desiderio di rivoluzionare la crociera con yacht a motore all’insegna del motto “forma uguale funzione”.

Dumas ha sottolineato che il rapporto di Why con il mare, suo luogo naturale, è stato studiato per essere rispettoso e facile. “Why intende offrire un nuovo modo di muoversi sull’acqua creando sistema innovativo di gestione, riciclando le fonti e ristudiando gli impieghi di energia “.

Un giga-yacht che è destinato a rimanere nei sogni di molti, accessibile a pochi, pochissimi. Ma che sottolinea quanto l’ecosostenibilità sia coniugabile a qualsiasi tipo di progetto, e anzi possa definirne ancor più il carattere d’eccellenza.

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Scelte illuminate

“Scelte illuminate” è una classifica, stilata da Greenpeace, che vede protagonisti  i  nomi della grande distribuzione, impegnati a ridurre le lampadine a incandescenza dai propri scaffali prima del 2011 – termine ultimo previsto dal bando europeo in materia.

In vetta alla classifica c’è Leroy Merlin, che ha meritato un “10 e lode in efficienza” per aver rimosso le lampadine incandescenti entro il primo semestre del 2009.

Al secondo posto è da segnalare il piazzamento di Esselunga, impegnata a completare la rimozione entro la fine del secondo semestre dell’anno corrente. Da un controllo effettuato dai volontari di Greenpeace su circa quaranta supermercati della catena, sono state riscontrate lampadine incandescenti da 25 a 100 Watt in vendita solo in un supermercato di Torino (punti vendita controllati a: Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Genova, Torino e hinterland milanese).

L’effettiva abolizione della vendita di lampadine a incandescenza porterà a una riduzione dei consumi elettrici e un conseguente beneficio economico per le famiglie di circa un miliardo di euro l’anno. A livello ambientale, tutto ciò significa soprattutto un abbattimento di emissioni di CO2 di oltre 3 milioni di tonnellate. Numeri assolutamente non trascurabili, che devono risvegliare il nostro concetto di responsabilità civile.

Citando il sito di Greenpeace, “L’efficienza energetica è un chiaro esempio di come si può fare bene al clima e alle tasche dei consumatori in tempi di crisi economica”.

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Musica e scienza

Uno studio recentemente pubblicato da due ricercatori della University of London – “Tipologie di trasferimento dell’emozione attraverso la musica”, di Joydeep Bhattacharya e Nidhya Logewaran – afferma che la musica influenzerebbe in modo sensibile le risposte della mente alle immagini visive.
Guardando la fotografia di un volto, l’osservatore legge l’emozione espressa da quel volto in modo diverso se precedentemente ha ascoltato 15 secondi di musica. Se tale musica era “allegra”, l’espressione facciale – neutra – viene più facilmente letta come felice, e viceversa.
La musica sarebbe quindi in grado di influenzare le emozioni umane e la risposta della mente alle sollecitazioni della realtà esterna. La dimostrazione empirica di ciò che, in fondo, è una consapevolezza generale sull’importanza della musica nella vita di ciascuno: una sorta di colonna sonora a cui associamo abitualmente esperienze vissute e sentimenti.
Di musica e di scienza sentiremo parlare ampiamente il 19, 20 e 21 novembre. Ricordiamo, tra gli ospiti di 21 minuti. I saperi dell’eccellenza, i neuroscienziati Michael Gazzaniga e Giacomo Rizzolatti e il grande violoncellista di fama internazionale Mario Brunello.

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A proposito di Umbria

La necessità di una tutela del paesaggio che sia efficace e rispettosa, capace di dare il via a una riscossa che si opponga al dilagare di un’edilizia che sfrutta e umilia il patrimonio naturale del nostro Paese e di un turismo cieco e irrispettoso. La donazione al FAI della Selva di San Francesco ad Assisi, cui seguiranno interventi di riqualificazione, si presenta come un evento dal forte impatto simbolico: offrire l’esempio di come dovrebbe essere un paesaggio “normale” italiano.

Così si legge sul sito del FAI, il Fondo Ambiente Italiano che tutela il paesaggio nazionale.

La Selva di San Francesco ad Assisi, che si estende per oltre 60 ettari fin sotto la Rocca di Assisi, sarà sottoposta a interventi di recupero ambientale e di restauro conservativo degli edifici – tra cui un complesso benedettino del XIII secolo.

Tutto ciò grazie al Fondo ambientale, che – dopo l’acquisizione grazie a Intesa Sanpaolo – ha lanciato una campagna di sensibilizzazione di un territorio che rappresenta l’armonica convivenza tra Uomo e Natura, che vuole divenire esempio di paesaggio italiano intatto.

A guidare la scelta, la suggestione esercitata dal personaggio-simbolo di questa terra: San Francesco d’Assisi, che Giulia Maria Mozzoni Crespi – Presidente del Fai – ha definito “il primo ecologo della storia e un gran contestatore”. Questi, infatti, come ben testimoniato dal suo famoso “Cantico delle Creature”, parlavo con i fiori, con le piante, con gli animali. Ma soprattutto fu un grande contestatore: si rivolgeva alle persone perché esse sviluppassero la consapevolezza del valore del paesaggio, da intendere come necessario per l’esistenza dell’uomo.

Un atteggiamento che allora come oggi è fondamentale. E che campagne di questo tipo mirano a risvegliare.

Qui la pagina ufficiale del Fai.

francesco

Foto d'America

Il  Metropolitan Museum of Art  di New York celebra il cinquantesimo anniversario della pubblicazione di “The Americans”, la famosa raccolta fotografica in bianco e nero di Robert Frank con una mostra a lui dedicata.

Le fotografie furono scattate tra il 1955 e il 1956, durante un viaggio on the road da una parte all’altra del continente americano, passando per 40 diversi Stati.

La prima edizione della raccolta, del 1959, venne accompagnata da un’introduzione di Jack Kerouac, e suscitò inizialmente accese critiche nel pubblico.

Gli 83 scatti in bianco e nero di Frank, infatti, catturano l’America a 360 gradi: i contadini di colore delle zone rurali e i charity party di New York, povertà e ricchezza, sudore e luccicanti abiti da sera.

Un occhio che si posa su scorci di strade, finestre, fast-food, formando un ritratto completo e variegato di una nazione complessa ed estesa come gli Stati Uniti. La grandezza di Frank, considerato “il più grande fotografo vivente”, è stata la denuncia delle contraddizioni americane: senza parole, solo cogliendo particolari e attivando – grazie ad essi – la riflessione degli osservatori.

Un atteggiamento di responsabilità che tutti, nel nostro piccolo, dovremmo imparare ad avere nei confronti di ciò che ci circonda. Pur senza le grandi attitudini artistiche di Robert Frank.

Imparare a non passeggiare distrattamente nel mondo, ma cercare di osservarlo e viverlo, condividendo le nostre riflessioni con i nostri simili, al fine di migliorarlo di giorno in giorno.

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Immagine: R. Frank, The Americans

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