Ad Alda Merini
È morta oggi a Milano la poetessa Alda Merini, all’età di 78 anni.
Ha esordito nel mondo della poesia a soli 15 anni con “La presenza di Orfeo”, attirando da subito l’attenzione della critica.
Eppure venne respinta al Liceo Manzoni, poiché la sua prova scritta di italiano fu considerata non idonea.
Nel 1947 Alda venne ricoverata per un mese a Villa Turro, centro per malati mentali. Una malattia che Alda definiva “ombre della mente”, con cui imparò nel corso del tempo a convivere e che costituì uno stimolo continuo e vigoroso della sua produzione poetica.
Cantò gli esclusi, gli ultimi, coloro che al pari di lei vivevano in situazioni marginali, dimenticati o derisi dal mondo. conobbe e frequentò maestri della storia letteraria italiana – Quasimodo, Montale, Manganelli.
Un’esistenza in bilico tra il riconoscimento delle sua eccezionale dote poetica e le difficoltà legate alle crisi depressive e ai disturbi psicologici.
Era considerata la più grande poetessa italiana vivente e per lei il Presidente Giorgio Napolitano ha oggi dichiarato che “Viene meno una ispirata e limpida voce poetica”.
La ricordiamo con le parole con cui lei stessa ha amato definirsi:
(Sono una piccola ape furibonda.)
Mi piace cambiare di colore.
Mi piace cambiare di misura.





