Archivio di gennaio 2010

E’ nata la nuova creatura di casa Apple

iPad

La nuova creatura Apple è arrivata.

Steve Jobs ha presentato ieri allo Yerba Buena Center di San Francisco iPad, una sintesi tra l’iPhone e gli ormai obsoleti portatili, che consente di navigare sul web, leggere e inviare email, visualizzare foto e video, ascoltare musica, giocare con i videogiochi, leggere libri e molto altro ancora.

680 grammi di peso per 1,27 centimetri e uno schermo multi-touch in alta definizione da 9,7 pollici fanno dell’iPad il netbook più leggero e sottile al mondo. In più, una batteria con un’autonomia di 10 ore e un mese in stand-by e, per dare una mano anche al pianeta, iPad utilizza materiali altamente riciclabili, ha un sistema pcv free, non contiene mercurio, arsenico e bfr… insomma una rivoluzione!

Il tentativo di creare una nuova via dell’informatica a metà fra i computer portatili e i telefoni cellulari evoluti è stata accolta da applausi e commenti entusiasti da parte della platea selezionatissima presente all’evento. «Per farlo occorre avere in mano qualcosa di veramente innovativo in una serie di categorie come posta elettronica, web, film, telefilm e altro», ha detto all’inizio Steve Jobs, «Pensiamo proprio di esserci riusciti», ha aggiunto alla fine dell’ora e venti minuti di presentazione dove ha mostrato al mondo l’oggetto di cui si è più parlato per un anno in rete.

Internet ci evolverà?

Procede su blog, siti, magazine e chi più ne ha più ne metta, la questione su come e se internet porterà la specie umana allo sviluppo di nuove facoltà cerebrali.

Certamente da un’osservazione sul mondo virtuale si assiste alla nascita  e alla crescita di una dimensione collettiva fatta di individui che cercano di affrontare e risolvere in modo coordinato e sulla base di un sapere condiviso che tenda all’Eccellenza, situazioni e problemi nuovi.

Il risultato? Grazie alla velocità di innovazione del web e del sapere in esso contenuto si sono create numerose piattaforme con caratteristiche differenti le une dalle altre ma legate da una visione comune: aggregare persone, favorirne l’interazione e gravitarle intorno  ad un tema o un obiettivo  per trovare soluzioni condivise.

Insomma, il nostro modo di pensare è certamente e notevolmente cambiato dalla comparsa di internet, e da quando abbiamo iniziato ad usarlo siamo passati da una dimensione singola ad una d’insieme che ci ha fatto iniziare a provare cosa significa essere una coscienza collettiva.

Dove ci porterà questa trasformazione culturale? Diteci la vostra…

21min in silenzio per Haiti

NYdailynews.com

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Sulle spalle dei giganti

Bernardo di Chartres diceva che “gli uomini sono nani che camminano sulle spalle di giganti, più piccoli dei grandi del sapere, ma pronti a salire loro in spalla per guardare dall’alto le loro gesta e fare luce il più possibile su di esse”.

I giganti sono forse tali perché consapevoli  dei processi interiori che sono alla base dei loro risultati… Cosa ma soprattutto quali sono i processi mentali che consentono loro di raggiungere determinati risultati?

Incuriositi dalla citazione di Bernardo di Chartres, abbiamo chiesto a Michael Gazzaniga di raccontarci cos’è il libero arbitrio e quali sono secondo lui i fondamenti dell’etica:

  • Uno dei temi più importanti della sua ricerca è la coscienza. Crede nel “libero arbitrio“?

Ecco il mio punto di vista: i cervelli sono determinati, ma le persone sono libere. Che cosa significa? Significa che si definisce la libertà come una funzione di interazione con altri esseri umani che è nella dinamica sociale, e non nel cervello.

  • Attraverso quali meccanismi un essere umano può costruire i propri valori? C’è una parte del cervello che può essere considerata il centro del senso morale?

La costruzione dei propri valori  inizia molto presto nel bambino. Ann e David Premack anni fa, hanno dimostrato che i bambini preferiscono di gran lunga gli oggetti che sembrano “aiutare” un altro oggetto a perseguire un obiettivo piuttosto di oggetti che lo “ostacolano”.

Queste basi si fondano attraverso l’apprendimento e l’insegnamento delle esperienze culturali.  Il nuovo ed entusiasmante campo delle neuroscienze sociali rivela anche che molti dei nostri giudizi morali siano connaturati nel genere umano, a prescindere dall’età, sesso, religione o cultura. Tutti tendiamo a comportarci in un modo simile di fronte a specifiche sfide, anche se poi diamo una diversa spiegazione sul motivo per cui noi rispondiamo in quel particolare modo.

Per ulteriori approfondimenti vi rimandiamo all’intervento di Micheal Gazzaniga su www.21min.org

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