Archivio di ottobre 2009

La casa del terzo millennio: tanto sole e niente sprechi

Immaginate una casa completamente autosufficiente, capace di riciclare i rifiuti, raccogliere l’acqua piovana e ricevere energia direttamente dal sole. Niente sprechi, niente bollette. Un sogno? Niente affatto: un progetto concreto che è stato presentato alla Fiera Campionaria di Milano, organizzata dalla Fondazione Symbola dal 7 al 10 maggio. La casa “off grid”, come viene chiamata, cioè “fuori dalle reti” (ma si esclude evidentemente la connessione internet) è figlia di due menti: l’architetto Mario Cucinella, già autore del progetto per una casa ecologica low cost (solo 1000 euro al metro quadro) ed Emiliano Cecchini, presidente della “Fabbrica del Sole”, società che ad Arezzo ha creato quello che a tutt’oggi è il primo idrogenodotto del mondo.

Il principio fondamentale su cui si basa il nuovo modello di abitazione consiste nel massimo utilizzo delle risorse del territorio su cui la casa sorge. L’energia solare viene accumulata producendo idrogeno, per il riscaldamento si usano pompe di calore facendo attenzione a creare ambienti termicamente “a tenuta stagna”. E la bolletta del telefono? Si può fare a meno anche di quella, ricorrendo ai ponti radio.

L’architetto Cucinella sarà tra gli ospiti di 21min – I saperi dell’eccellenza a Novembre a Milano.

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Premio Sviluppo Sostenibile 2009

Il Premio Sviluppo Sostenibile è un importante riconoscimento per le imprese che si sono distinte per impegno nell’innovazione e per efficacia dei risultati volti a uno sviluppo sostenibile.

Il premio è stato indetto dalla Fondazione omonima e ha ottenuto il Patrocinio della Presidenza della Repubblica e viene  consegnato oggi a Ecomondo 2009, la rassegna dedicata alle energie rinnovabili e alla green economy che si tiene alla Fiera di Rimini.

Vincitore di questa edizione è Indesit Company, “per i nuovi elettrodomestici, soprattutto lavabiancherie e lavastoviglie a basso consumo e ad alta efficienza energetica, cui si somma anche un ridotto consumo d’acqua, e per le innovazioni introdotte nel processo produttivo, come gli indici per misurare la riciclabilità dei prodotti”.

Indesit ha infatti introdotto numerose innovazioni per la riduzione dei consumi energetici: programmi eco per sistemi di lavaggio in acqua a temperatura ambiente, ottimizzazione dell’utilizzo dell’acqua, motori di nuova generazione, sensori per la riduzione dei consumi di acqua ed energia nelle lavastoviglie.

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L'altruismo è nel nostro Dna

L’uomo nasce buono: lo sosteneva il filosofo francese Rousseau e ce lo confermano gli studi scientifici. Secondo l’antropologo Donald Brown, dell’Università della California, l’uomo ha infatti coltivato tendenze all’altruismo fin dai tempi in cui abitava nelle caverne. Tale tendenza alla “bontà” è dovuta al fatto che fin dai primordi la nostra specie si è contraddistinta per la sua socialità: dunque, tutta una serie di attività, dall’allevamento dei piccoli alla ricerca del cibo doveva essere svolta in comune. La tesi, sposata da Umberto Veronesi in un articolo sul Corriere, è suffragata da diversi riscontri multidisciplinari: ad esempio, l’esistenza di un “senso morale” comune a tutta la specie umana sembra un fatto accertato, dopo l’effettuazione di alcuni rilevamenti statistici mirati. Grazie ad essi, si è visto che ponendo alcuni dilemmi morali a persone appartenenti a diverse fedi religiose, cultura, età e sesso, si ottengono risposte tendenzialmente simili. Allo stesso modo, secondo gli psicologi infantili Elliot Turiel e Judith Smetana, già i bambini dell’asilo sono a conoscenza della differenza tra semplici convenzioni sociali, come il divieto di andare a scuola in pantofole, e principi morali, come la proibizione di picchiare un compagno.

Infine, quest’ “etica naturale” non sarebbe limitata agli umani: secondo Jonathan Haidt, psicologo e filosofo dell’Università della Virginia, le scimmie reso, messe di fronte alla scelta tra rimanere a digiuno e tirare una catena che fornisce loro cibo ma da al contempo una scossa elettrica alle compagne, preferiscono la prima soluzione. Una bella lezione anche per noi umani, davvero…

ALTRUISMO

Psicologia evoluzionistica? Un mito, siamo esseri plastici

Cos’è esattamente la natura umana? Quali sono le leggi che determinano il comportamento dei membri della nostra specie? A queste domande millenarie si è tentato anche ultimamente di rispondere secondo i canoni della psicologia evoluzionistica, approccio di cui si è fatto promotore Geoffrey Miller. Secondo questo autore, i comportamenti della specie umana di oggi non rappresenterebbero che una cristallizzazione di caratteristiche maturate fin da quando formavamo tribù di cacciatori-raccoglitori. Dalla scelta della compagna allo shopping, insomma, saremmo in gran parte “geneticamente determinati”.

Naturalmente, non mancano le critiche a tale approccio, che pare avere fatto ormai il suo tempo. Sharon Begley, in un articolo su Newsweek uscito questa settimana, sostiene che non si può ridurre il comportamento umano a modelli mentali innati: il nostro cervello è molto più fluido e plastico di quanto asseriscano gli psicologi evoluzionistici.

Mentre questi ultimi descrivono processi evolutivi lentissimi, dell’ordine delle centinaia di migliaia di anni, oggi sappiamo che per alterare significativamente il Dna basta molto meno. Non saremmo, dunque, sostiene Begley, di fronte a una natura umana plasmata centinaia di migliaia di anni fa e adesso “bloccata” in una forma fissa. Inoltre, l’approccio degli evoluzionisti tende a esasperare l’individualismo, mentre ogni individuo trova il suo modo di essere all’interno di un’interazione sociale. In conclusione, non ci sono tratti della personalità immutabili e permanenti: ognuno di noi può in piccola o grande misura plasmare se stesso, contribuendo alla creazione del proprio destino personale e di quello della specie.

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Energie alternative: il boom è realtà

Sta esplodendo il mercato delle “tecnologie pulite”. Attualmente sui 150 miliardi di dollari, il giro d’affari di questo tipo di soluzioni, volte a ridurre l’impatto ambientale delle industrie legate alla produzione di energia pare destinato a raggiungere i 600 miliardi entro il 2020.

In questo campo, stanno giungendo interessanti novità dalla Germania, dove 20 aziende tra cui la Siemens, Deutsche Bank e Rwe si sono consorziate per costruire centrali alimentate da energia solare nel deserto del Sahara. Al posto delle dune, si allineeranno perciò laggiù i pannelli solari, che già tra dieci anni dovrebbero assicurare la prima fornitura in Germania, e progressivamente coprire il 15% del fabbisogno europeo di energia. L’investimento previsto è di 400 miliardi di euro, ed è previsto che in tempi non lunghissimi anch società italiane e spagnole possano entrare a far parte del consorzio.

Non è solo in Europa che si cercano nuove soluzioni per il mercato dell’energia. Una società di San Diego, in California, ha intrapreso l’innovativo progetto di produrre carburante biologico a partire dalle alghe. Bizzarro? Forse, ma non per Bill Gates, una cui azienda ha contribuito a investimenti che raggiungono i 100 milioni di dollari. Insomma, siamo in piena eco-euforia: e secondo molti esperti, non sarà un fuoco di paglia, destinato a spegnersi in pochi anni come la tristemente nota net-economy.

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I pilastri della coscienza? Sono quattro

Quali sono i meccanismi fisiologici alla base della coscienza? Secondo il neurobiologo Derek Denton, oltre alla rappresentazione del mondo esterno, su cui pone l’accento Gerald Edelman, e al mondo emotivo, chiamato in causa da Antonio Damasio, giocherebbe un ruolo molto importante l’enterocezione, cioè il modo in cui percepiamo ciò che accade all’interno del nostro corpo. Stimoli primari, come la fame e la sete, rappresenterebbero la traccia sottostante che sta alla base del nostro autopercepirci momento per momento.

La teoria è descritta nel libro di Denton dal titolo “Le emozioni primordiali. Gli albori della coscienza”, recentemente edito da Bollati Boringhieri.

Oltre alle tre appena elencate, secondo Edoardo Boncinelli, autore di un articolo sull’argomento apparso sul Corriere, vi sarebbe una quarta “porta” alla consapevolezza: la propriocezione, ovvero, la percezione che abbiamo dello stato di tensione dei nostri muscoli, attraverso la quale ci facciamo un’idea della nostra posizione nello spazio.

E’ sulla base dunque di questi quattro elementi, visione del mondo esterno, mondo emozionale, percezione dei processi interni al corpo e della posizione dello stesso nello spazio, che si modella, secondo i più accreditati neurobiologi, la nostra percezione complessiva di noi stessi: quel misterioso e meraviglioso fenomeno che chiamiamo “coscienza”.

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Donne, Hollywood e politica

“Hollywood ha un ruolo non trascurabile nella violenza contro le donne, poiché  ne veicola spesso un’immagine di meri oggetti sessuali”.

Nicole Kidman, ambasciatrice del United Nations Development for Women, è intervenuta a Washington di fronte alla sottocommissione degli Affari Internazionali, che sta valutando soluzioni per combattere la violenza contro le donne, in primo luogo attraverso l’adozione dell’International Violence Against Women Act. Proposta di legge già avanzate in passato, poi arenatesi, e che dovrebbe  essere risollevata al più presto. I dati attuali parlano chiaro: una donna su tre viene picchiata o violentata nel corso della sua vita. E ciò non è più tollerabile.

La testimonianza della Kidman, vincitrice di un premio Oscar e volto di spicco dello showbiz internazionale, giunge in concomitanza con il mea culpa del Presidente USA Barack Obama, intervistato poche ore più tardi dell’intervento della Kidman da Nbc.

“Michelle si è sacrificata più di me, specie nel seguire la crescita delle nostre due figlie”.

Nessun presidente nella storia era arrivato a un’ammissione simile prima d’ora: riconoscere come la società contemporanea spesso releghi le donne e le madri in un ruolo di secondo piano, e le costringa spesso a rinunciare a carriere professionali avviate per occuparsi di casa e famiglia – sentite come mansioni al femminile – è un importante passo avanti nel percorso, ancora lungo, verso un’effettiva uguaglianza tra i due sessi.

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WHY

Wally Hermès Yacht è il risultato di una joint-venture tra due “maison” del lusso, che hanno dato vita a un nuovo concetto di abitare il mare: una casa itinerante, da vivere in totale relax, senza rinunciare ai comfort della vita sulla terra ferma e soprattutto ecologicamente.

38 metri di larghezza e 58 di lunghezza, nato dalla collaborazione tra i più esclusivi nomi del design, dell’ingegneria e dell’architettura navale, tra cui il Design Director di Hèrmes Gabriele Pezzini e l’architetto Mauro Sculli.

Alle spalle del progetto Luca Bassani Antivari,  presidente di Wally, e Pierre-Alexis Dumas, direttore artistico di Hermès, e il loro desiderio di rivoluzionare la crociera con yacht a motore all’insegna del motto “forma uguale funzione”.

Dumas ha sottolineato che il rapporto di Why con il mare, suo luogo naturale, è stato studiato per essere rispettoso e facile. “Why intende offrire un nuovo modo di muoversi sull’acqua creando sistema innovativo di gestione, riciclando le fonti e ristudiando gli impieghi di energia “.

Un giga-yacht che è destinato a rimanere nei sogni di molti, accessibile a pochi, pochissimi. Ma che sottolinea quanto l’ecosostenibilità sia coniugabile a qualsiasi tipo di progetto, e anzi possa definirne ancor più il carattere d’eccellenza.

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Scelte illuminate

“Scelte illuminate” è una classifica, stilata da Greenpeace, che vede protagonisti  i  nomi della grande distribuzione, impegnati a ridurre le lampadine a incandescenza dai propri scaffali prima del 2011 – termine ultimo previsto dal bando europeo in materia.

In vetta alla classifica c’è Leroy Merlin, che ha meritato un “10 e lode in efficienza” per aver rimosso le lampadine incandescenti entro il primo semestre del 2009.

Al secondo posto è da segnalare il piazzamento di Esselunga, impegnata a completare la rimozione entro la fine del secondo semestre dell’anno corrente. Da un controllo effettuato dai volontari di Greenpeace su circa quaranta supermercati della catena, sono state riscontrate lampadine incandescenti da 25 a 100 Watt in vendita solo in un supermercato di Torino (punti vendita controllati a: Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Genova, Torino e hinterland milanese).

L’effettiva abolizione della vendita di lampadine a incandescenza porterà a una riduzione dei consumi elettrici e un conseguente beneficio economico per le famiglie di circa un miliardo di euro l’anno. A livello ambientale, tutto ciò significa soprattutto un abbattimento di emissioni di CO2 di oltre 3 milioni di tonnellate. Numeri assolutamente non trascurabili, che devono risvegliare il nostro concetto di responsabilità civile.

Citando il sito di Greenpeace, “L’efficienza energetica è un chiaro esempio di come si può fare bene al clima e alle tasche dei consumatori in tempi di crisi economica”.

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Einstein: un cervello "diverso" per una mente d'eccezione

La mente di un genio non può non lasciar traccia nella forma del suo cervello. O forse è un cervello “diverso” a dare origine alla genialità? E’ difficile non porsi questi interrogativi di fronte alla ricerca effettuata da una paleoantropologa, Dean Falk dell’Università della Florida, la quale si è dedicata allo studio analitico delle immagini in nostro possesso di un cervello davvero d’eccellenza: quello di Albert Einstein. Giungendo a conclusioni che ella stessa giudica davvero interessanti: i lobi e i solchi di “quel” cervello presentano notevoli variazioni rispetto allo standard.

Lo studio della parte più nobile del geniale fisico non è un fatto nuovo. Benché egli avesse dato disposizioni precise perché il suo corpo venisse cremato, il cervello fu asportato, fotografato e conservato sottovuoto. Nel corso degli anni vari scienziati trovarono un numero di cellule superiore alla norma, un’estensione anomala (15% più dello standard) dell’area parietale, responsabile della visione e del ragionamento, nonché l’assenza di una fessura che tipicamente, nei cervelli “comuni”, impedisce la fusione di due aree molto importanti. Ora la Falk sostiene di aver individuato, sui lobi parietali in genere collegati con le abilità matematiche e la cognizione spaziale e visiva, circa una dozzina di configurazioni insolite. Si tratta di solchi che indicherebbero modi di riorganizzare il sapere diverse da quelle usuali. Peccato non poter rivolgere al proprietario di quel cervello qualche domanda utile a svelarci i processi di pensiero connessi a quelle configurazioni.

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