Archivio di settembre 2009

19'' 19

C’è un ragazzo di 23 anni che sta facendo sognare il mondo dell’atletica leggera e non solo.

Vederlo correre è un’esperienza unica: si rimane senza fiato, con un occhio ai secondi che scorrono nell’angolo dello schermo televisivo, chiedendosi se riuscirà a superare – ancora una volta – quei limiti che sembravano insuperabili. E allo stesso si sorride, partecipi della sua gioia, del suo entusiasmo, della sua straripante grinta. Al termine della gara non resta che esultare con lui, partecipare ai festeggiamenti, alzarsi con le braccia al cielo e ringraziare di essere stati testimoni di uno spettacolo sportivo tanto emozionante.

Il suo nome è Usain Bolt, ha soli 23 anni, è jamaicano  ed è già una leggenda: 9’’58 nei 100 metri e 19’’19 nei 200 metri, due record del mondo negli ultimi Campionati del Mondo a Berlino.

Lo sport, che nel nostro mondo occidentale è un piacevole hobby o un’attività volta al benessere (o alla perdita di peso!), in molte parti del mondo rappresenta una delle poche vie di fuga da condizioni disagiate e un’occasione di riscatto.

Lo insegna uno degli ospiti di 21 minuti: Tegla Loroupe, campionessa keniota di maratona e mezza maratona, ma soprattutto grande ambasciatrice di pace attraverso le Peace Races e attiva promotrice di attività volte allo sviluppo socio-economico del corno d’Africa con la Tegla Loroupe Peace Foundation.

Tegla è una donna a cui la stampa ha dedicato meno copertine che a Bolt e che andrebbe invece conosciuta più a fondo, non solo per i suoi risultati sportivi, ma soprattutto per ciò che sta facendo a livello umanitario. Originaria di una delle zone d’Africa più povere del mondo, in cui non ci si stupisce di vedere per strada un bambino che imbraccia un kalashnikov e in cui la donna è relegata in una condizione di assoluta marginalità e subordinazione rispetto all’uomo, la Loroupe ha sfruttato l’attività atletica e la fama ad essa conseguente per battersi attivamente e cercare un riscatto: per se stessa, per la sua terra e per la sua gente.

Lo sport le ha permesso di incontrare politici e uomini di potere internazionali, di fronte ai quali ha avuto l’ardire e la perseveranza di alzare una richiesta di aiuto concreto.

Una donna che ha molto da insegnare a tutti noi e da prendere davvero come modello di eccellenza.

19

Consiglio del giorno. Sbalorditivo

Ieri mi è stato segnalato il link a un video. Pare che stia spopolando in rete e che gli appassionati di street art e animazione abbiano perso la testa per un simile capolavoro.

Il campo d’azione dei due creatori, Blu e David Ellis, è una masseria nella campagna pugliese. La vernice e il colore  appaiono e scompaiono in verticale e orizzontale, invadono spazi, avvolgono il cemento, si insinuano tra i mattoni.

Le ipotesi sulla realizzazione di questo video sono molteplici: probabilmente un mix di frame video accelerati, istantanee e grafica digitale.

Al di là dei “segreti  del mestiere” (lecito che rimangano tali e continuino a generare estrema curiosità), non si può restare indifferenti di fronte a una simile dimostrazione di meticolosità, precisione, pazienza e impegno.

Quattro attitudini fondamentali per il raggiungimento dell’eccellenza, come hanno più volte sottolineato le grandi personalità che parteciperanno all’evento 21 minuti. Pur essendo di provenienza, formazione e professione diversa, ciò che li accomuna è la consapevolezza che si possa costruire qualcosa di veramente apprezzabile e influente solo con l’applicazione e la costante volontà di migliorarsi.

Prendiamolo come consiglio della giornata.

ellis-e-blu

Tara Gandhi

[media id=28 width=490 height=276]

La Nonviolenza

Tara Gandhi Battacharjee nasce a Delhi, in India, nel 1934 dal padre Devadas Gandhi, il figlio minore del Mahatma, e dalla madre Lakshmi Devadas, la figlia minore di Chakravarti Rajagopalachari, il primo Governatore Generale dell’India. Si laurea con lode in Letteratura inglese alla Miranda House University di Delhi, e studia per anni il sitar, lo strumento a corde classico indiano. Durante il lungo soggiorno a Roma al seguito del marito Jyoti Prasad Bhattacharjee, direttore della FAO, consegue un diploma di progettista d’interni. Da anni Tara Gandhi, che parla fluentemente molte lingue e anche molti dialetti indiani, è ambasciatrice nel mondo della lezione umana e spirituale del Mahatma Gandhi. Seguendo idealmente le sue orme, Tara ha riproposto la cultura del Khadi, il tessuto filato e intrecciato a mano su un arcolaio circolare: ha viaggiato per tutto il paese alla ricerca delle tradizioni nei villaggi, ne ha promosso il recupero con articoli e interviste televisive, e infine ha dato impulso alla nascita di nuovi laboratori artigianali. “Il filo del khadi è il filo della Creazione: una risorsa di pane e beatitudine per milioni di persone in India. L’arcolaio diventa per tutti una terapia, una meditazione, una forza creativa che ci unisce contro la violenza e le divisioni.” Tara Gandhi ha fondato il Kasturba Gandhi National Memorial Trust, di cui è Vice Presidente, dedicato a alla nonna paterna Kasturba, la moglie del Mahatma. Grazie a una rete di ventuno centri e oltre seicento filiali, il Trust realizza scuole, laboratori artigianali, corsi per infermieri e parchi giochi nelle campagne più povere e remote del paese. Quando Tara incontra gli studenti delle scuole e delle università indiane per presentare le finalità del Trust, chiede simbolicamente a ciascuno di loro una rupia: è un modo per coinvolgere i giovani in un ideale di fratellanza e di servizio a sostegno dei più poveri. Nel gennaio del 2001 Tara ha visitato il Gujarat, la terra natale di Gandhi, che negli ultimi anni ha visto acutizzarsi il conflitto endemico fra musulmani e indù, Con coraggio e determinazione, ha lanciato campagne per aiutare le vittime degli scontri, senza differenza di casta o di religione. Attualmente è impegnata nel progetto Gandhi a Indore, una località del Madhya Pradesh, nel centro dell’India, in cui è ancora attivo il centro fondato da Mahatma nel 1945. Il progetto mira a creare nuove strutture di accoglienza e assistenza sanitaria, dando la possibilità alle donne di ricevere una preparazione professionale e ai bambini di accedere all’istruzione.

Per saperne di più clicca qui!

Tara Gandhi

www.taragandhi.org

Giacomo Rizzolatti

[media id=16 width=490 height=276]

La Reciprocità

Giacomo Rizzolatti nasce a Kiev, in Ucraina, nel 1937. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia a Padova con una specializzazione in Neurologia, si ferma a lavorare in questa università sotto la guida di Hrayr Terzina. In seguito passa all’Istituto di Fisiologia dell’Università di Pisa e completa la sua preparazione scientifica alla Mc Master University, Hamilton, in Canada. Nel 1975 è nominato professore di Fisiologia umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Parma, nel dipartimento dove lavorava come assistente dal 1967. Nel 1980-1981 è Visiting professor alla University of Pennsylvania di Philadelphia, e dal 1995 è Visiting scientist presso il Brain Imaging Center della University of California di Los Angeles (UCLA). Nel 1999 riceve la laurea honoris causa dall’Università Claude Bernard di Lione per gli studi sulle funzioni cognitive del sistema motorio. È stato Presidente della Società italiana di Neuropsicologia, dell’European Brain Behaviour Society e della Società italiana di Neuroscienze. Fa parte di numerosi organismi scientifici internazionali, tiene seminari e conferenze in tutto il mondo, ha pubblicato libri e articoli. Negli anni ’80 Rizzolatti e la sua équipe di ricerca scoprono nei macachi l’esistenza di neuroni specchio, una classe di neuroni, come si capirà poi, presenti nei primati, in alcuni uccelli e nell’uomo. Si attivano selettivamente sia quando si compie un’azione, sia quando la si osserva mentre è compiuta dagli altri. I neuroni dell’osservatore ‘rispecchiano’ quindi ciò che avviene nella mente del soggetto osservato, come se fosse l’osservatore stesso a compiere l’azione. Dopo un intenso lavoro, nel 1995 Rizzolatti dimostra per la prima volta l’esistenza nell’uomo di un sistema simile a quello trovato nella scimmia. I neuroni specchio manifestano la loro presenza in aree del cervello più ampie di quelle intraviste all’inizio. Di volta in volta presentano un’architettura diversa, semplice o sofisticata a seconda dei fenomeni emotivi provocati dalla reazione neurale: siamo di fronte a un sistema di risonanza che ci permette di leggere e di capire le intenzioni degli altri come se fossero le nostre. La scoperta dei neuroni specchio e il loro studio permette di fare un salto nella conoscenza del cervello dell’uomo e di gettare le basi per la comprensione dei meccanismi che determinano i rapporti fra le persone. Questo filone di ricerca sta portando alla luce il complesso meccanismo biologico alla base del comportamento sociale degli uomini.

Per saperne di più clicca qui!

Giacomo Rizzolatti

Dopo il successo delle prime tappe, continua il 21minuti Tour!

I nuovi incontri, come gli appuntamenti fin’ora organizzati, saranno dedicati alla promozione di 21minuti e alla diffusione di uno stile di vita che punti all’eccellenza e alla sostenibilità. Le serate del Tour, tenute dai tutor di InformaAzione e aperte al pubblico, saranno l’occasione per introdurre i partecipanti alle principali tematiche che verranno approfondite durante l’evento di Novembre; verranno inoltre presentati alcuni degli ospiti internazionali che si avvicenderanno sul palco del grande spazio bianco del Palazzo del Ghiaccio insieme al Chairman, lo stratega e creativo Patrizio Paoletti, ideatore dell’evento.

Di 21minuti Paoletti dice: “21minuti è una straordinaria palestra di idee, un salotto intellettuale di livello mondiale, dove incontrare persone che hanno una chiara visione di insieme, che curano ogni dettaglio e che raggiungono importanti risultati”.

RIMINI – 7 Ottobre 2009 ore 20.30 – Grand Hotel Rimini – P.co Federico Fellini, 1
MILANO – 9 Ottobre 2009 ore 21.00 – Crowne Plaza Hotel – Via K. Adenauer, 3 San Donato Milanese21min

Vita: una partita a scacchi

L’ultima sfida tra Garry Kasparov e Anatoli Karpov, campioni mondiali di scacchi, è del 1984. In quell’occasione la Federazione Internazionale sospese la sfida, dopo cinque mesi di partite  e quaranta pareggi.

Ora, dopo 25 anni, torneranno uno di fronte all’altro, separati da una scacchiera in bianco e nero, per decretare chi sia davvero il migliore attraverso 4 partite semi-rapide e 8 rapide. Niente più momenti di pausa in cui rimanere col fiato sospeso e gli occhi puntati sulle mani dei giocatori, in attesa di vedere dove li porterà il genio calcolatore e strategico. Concentrazione e tempo che scorre devono allinearsi su in binario unico, senza mai perdersi di vista.

Un a splendida metafora delle nostre vite quotidiane. Forse meno emozionante per un pubblico che si sieda in silenzio ad osservarle, ma ugualmente importanti per noi, che ne siamo attori principali.

Uno sforzo costante di concentrazione, per scegliere la mossa successiva e già prevedere o pianificare dove porterà, quali saranno le reazioni che sarà in grado di provocare.

E un occhio al tempo, che scorre, che spesso è sentito come un limite, che rischia di divenire un avversario nella realizzazione dei nostri progetti.

L’eccellenza di oggi? Allearsi con il tempo e non avvertirlo come un nemico. Perché, a differenza degli scacchi, non c’è un limite di minuti entro il quale fare la mossa successiva. La nostra partita non viene annullata se esitiamo ad agire. E’ confortante, in fondo. Il tempo ci è alleato: continua a scorrere, ma in qualche modo è sempre pronto a farsi rincorrere. Sta a noi dedicare quanto necessario alla scelta, per poi realizzarla. Ci sarà sempre un momento in cui realizzarla. Sempre.

scacchi

Più consapevolezza e amore, meno CO2!

La domanda che sta all’origine di questo pensiero è:  “Siamo responsabili dell’aumento di emissioni di CO2 nell’atmosfera, oppure il cambiamento climatico è semplicemente un processo naturale che vive il nostro Pianeta in relazione all’universo?”

Ho sempre immaginato la nostra Terra come una grande creatura vivente, del tutto simile all’uomo, solo un po’ più  grande e inserita in uno spazio con leggi di diverso ordine, grandezza, tempo. Leggi che, però,  potevano essere osservate e riconosciute anche dall’uomo. L’ho immaginata respirare attraverso le stagioni, l’ho immaginata sbattere gli occhi con l’alternanza di notte e  giorno, l’ho immaginata innervosirsi, sbottando lava da vulcani sparsi, l’ho immaginata muoversi per prurito,  l’ho immaginata influenzata con l’aumento della temperatura: l’ho immaginata del tutto simile a me e ai miei quotidiani comportamenti.

Questi pensieri mi hanno portato nel tempo ad avere un rapporto di rispetto, cura e attenzione verso me stesso e ogni forma di vita che mi circonda.  Pur essendo abbastanza giovane, sto rilevando che negli ultimi anni il comportamento umano è andato via via mortificandosi, e di conseguenza è cambiato tutto ciò che lo circonda, rapporto con il Pianeta incluso.

Guerre, carestie, fame, sfruttamento, deforestazione, inquinamento, smaltimento di rifiuti d’ogni genere  e senza regole, per non andare oltre (e ci sarebbe molto da ggiungere).

Resta fondamentale sapere se l’innalzamento della temperatura terrestre sia un fenomeno in parte causato dall’uomo, o più semplicemente una naturale conseguenza dell’evoluzione del pianeta Terra.

Personalmente, ritengo fondamentale scegliere di essere in armonia con me stesso, con  gli altri e con il pianeta, poiché la comprensione delle leggi terrestri è spesso basata su teorie empiriche.

Dunque sono certo che un po’ di consapevolezza, studio e conoscenza di sé, potrebbe portare immediatamente ad una riduzione di CO2, grazie anche alle regole che la politica mondiale si sta dando. Ciò riporterebbe l’uomo  al centro del cambiamento: ognuno di noi è importante, in un processo che ci vede tutti protagonisti e ci ricorda che la nostra permanenza su questo meraviglioso pianeta è temporanea. Dobbiamo quindi fare del nostro meglio per lasciare meno tracce possibili del nostro passaggio, consegnando ciò che abbiamo ricevuto a chi verrà, così che sia nelle condizioni migliori possibili.

In fondo, Franco Battiato potrebbe avere ragione: basterebbe una buona dose di amore.

Tutto l’universo obbedisce all’amore

Avara la vita in due fatta di lievi gesti,
e affetti di giornata, consistenti o no,
bisogna muoversi come ospiti pieni di premure,
con delicata attenzione per non disturbare..
Ed è in certi sguardi che si vede l’infinito

pianeta

Il cervello è sensibile alle proporzioni della bellezza

E’ bello ciò che è bello o è bello ciò che piace? Se lo chiedeva Socrate 2500 anni fa, ce lo chiediamo ancora oggi. Per dipanare il nodo se la percezione della bellezza segua criteri unicamente soggettivi o se sia coinvolta anche una base oggettiva, il professor Giacomo Rizzolatti, già scopritore dei neuroni specchio, ha effettuato uno studio specifico. L’esperimento è consistito nel sottoporre a 14 giovani volontari, privi di specifiche competenze in campo artistico, due set di immagini: uno contenente riproduzioni fedeli di opere classiche come il celebre “Doriforo” di Policleto, caratterizzate dalla presenza di rapporti matematici armonici come la “sezione aurea”.

L’altro set, invece, comprendeva gli stessi capolavori cui era però stata applicata un’alterazione delle misure originarie. I volontari, chiamati di volta in volta a osservare semplicemente le immagini o a fornire un giudizio sia estetico che di proporzione, venivano sottoposti a risonanza magnetica cerebrale, la quale ha evidenziato una notevole differenza di risposta: quando osservavano gli originali, nei volontari si attivava la zona cerebrale detta “insula”, oltre ad altre aree della corteccia che viceversa non si “illuminavano” quando di fronte ai soggetti comparivano le copie con le proporzioni falsate. Anche giudicare “bella” un’immagine portava all’attivazione di un’area cerebrale diversa dal giudicarla “brutta”. Sembra dunque che nella valutazione della bellezza concorrano due fattori: l’attivazione di un’area sensibile alle proporzioni geometriche e, in un secondo momento, un giudizio estetico soggettivo collegato alle esperienze individuali concorrerebbero entrambi a definire ciò che per ciascuno di noi è “bello”.

tulipani

Istinto e ragione

Spesso mi chiedo quanto sia giusto voler reprimere istinto e passione per affermare il primato della ragione. Non mi si fraintenda: la ragione deve necessariamente intervenire a governare i nostri impulsi  di prevaricazione, aggressività, sopravvivenza,  e  garantire la convivenza civile e rispettosa con i nostri simili.

Ma non è forse un peccato che – nella determinazione delle nostre scelte, più o meno importanti – ci venga costantemente consigliato di ragionare per dicotomie, tra pro e contro, tra giusto e sbagliato, tra redditizio e svantaggioso?

Non sarebbe più interessante iniziare a pensare, prima di fare una scelta, a chi ne sarà felice, a chi trarrà vantaggio da ciò che sto per fare, a come mi sentirò una volta presa la decisione.  Allenarsi a scegliere in modo generativo, secondo il principio per cui “tutto è lecito, ma non tutto è utile”, è una attività fondamentale per sviluppare quel “muscolo” che chiamiamo volontà: un “muscolo” capace di farci resistere alle frustrazioni, alle paure, alle tentazioni quotidiane, capace di mantenerci orientati verso ciò che desideriamo  in piena armonia con gli altri e con l’ambiente.

Sempre più spesso coloro che hanno realizzato grandi imprese ci raccontano quanto abbiano resistito alla frustrazione, al rifiuto, alla difficoltà, per essere premiati alla fine con il dono più grande: la conoscenza di se stessi.

Come afferma Nives Meroi, nota scalatrice,  “La montagna non è il risultato, la montagna è il percorso”.

himalaya2

21minuti Tour!

Partirà il 22 settembre da Vicenza il “21minuti Tour” per la promozione dell’evento che si terrà il 19 – 20 – 21 Novembre 2009 al Palazzo del Ghiaccio di Milano e che mira ad accrescere la consapevolezza dell’importanza della creatività e dell’innovazione in quanto competenze chiave per lo sviluppo personale, sociale ed economico.
Gli incontri del 21minuti Tour, che saranno tenuti dai tutor di InformaAzione, presenteranno alcune aspetti chiave di 21minuti, in grado di stimolare ed ispirare i partecipanti al conseguimento dell’eccellenza personale e aziendale diffondendo una cultura sociale e aziendale fondata su: eccellenza, etica, valori. Tra le tematiche si presenterà anche il metodo F.A.S.E., un percorso che si appoggia su quattro principi organizzanti e consequenziali (Filosofia, Arte, Scienza ed Economia) che permettono di riorganizzare i propri schemi di riferimento in paradigmi più ampi, più concreti e più orientati all’eccellenza, ideato da Patrizio Paoletti, chairman dell’evento.

“Vicenza”- 22 settembre 2009 ore 19:30 – Viest Hotel – Strada Pelosa, 241
“Desenzano”- 29 settembre 2009 ore 20:30 – Hotel Palace – Viale Francesco Agello, 114/A

21min

Organizzazione

Partner

settembre: 2009
L M M G V S D
« ago   ott »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930