Archivio di agosto 2009

Julio Velasco

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L’Ispirazione

Julio Velasco nasce a La Plata, in Argentina, nel 1952. I primi contatti con la pallavolo avvengono ai tempi del liceo e dell’università (studi di filosofia), quando gioca ed allena selezioni giovanili, ma la carriera vera e propria inizia nel 1979 al Ferrocarril Oeste di Buenos Aires, con cui vince quattro campionati consecutivi. Nel 1982, come vice-allenatore della Nazionale argentina, vince la medaglia di bronzo ai campionati mondiali. Nel 1983 si trasferisce in Italia e due anni dopo inizia ad allenare la Panini Modena. Qui incontra alcuni dei giocatori che segneranno la storia del volley nel decennio seguente: Cantagalli, Bernardi e Lucchetta, e poi Vullo. Insieme al più esperto Bertoli, formeranno l’ossatura di una squadra capace di riportare lo scudetto a Modena e di vincerlo per quattro stagioni consecutive fino al 1989. Proprio in quell’anno passa ad allenare la Nazionale italiana. Ottiene subito l’oro ai campionati europei disputati in Svezia, il primo nella storia della pallavolo italiana. Ed è solo il primo di una lunga striscia di successi. Fino al 1996, quando Velasco lascia la panchina azzurra, l’Italia colleziona 3 ori europei, 2 mondiali e 5 vittorie nella World League. Artefici di questi successi sono, oltre ai nomi già citati, Zorzi, Giani, Tofoli, Gravina e Bracci. Questo straordinario gruppo di giocatori forma la cosiddetta generazione di fenomeni: la nazionale italiana di quegli anni verrà in seguito premiata come Squadra del secolo. Il talento dei giocatori non mette però in secondo piano la figura dell’allenatore, tanto che in quel periodo Velasco acquista notorietà anche al di fuori del mondo della pallavolo. Alcune sue espressioni, come gli ‘occhi della tigre’ per indicare lo sguardo grintoso che pretende dai suoi giocatori in campo, diventano celebri. Nel 1997-‘98 Velasco allena la Nazionale italiana femminile. Da una sua idea nasce il Club Italia, una squadra che consente alle giovani promesse di allenarsi tutto l’anno. Nel Club Italia militeranno Togut, Lo Bianco, Mello e Rinieri, campionesse del mondo nel 2002 in Germania. La popolarità di Velasco nel mondo dello sport è tale che viene chiamato come dirigente prima dalla Lazio e poi dall’Inter di Moratti. Nel 2001 torna ad allenare una squadra di pallavolo: la Nazionale ceca maschile. Nel 2003 rientra nel campionato italiano, trascinando la Coprasystel Piacenza alla finale scudetto. Nel 2006 passa alla Acqua Paradiso Gabeca Montichiari, che porterà nella stagione successiva a conquistare i play-off scudetto.

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Julio Velasco

Divieto di moto(cicletta)

- dettato da una rigida interpretazione dell’Islam – volto a “preservare la sicurezza del cittadino e la stabilità delle tradizioni e dei costumi della società palestinese”.
E’ da ora vietato portare donne in sella a una motocicletta, poiché offensivo nei confronti della morale islamica.
Le motivazioni dichiarate dal portavoce Ihab Alghusin sono le seguenti:
- poiché non abituate a stare in sella, le donne – muovendosi in modo scomposto – possono provocare incidenti;
- per non cadere dalla motocicletta, devono abbracciare il conducente, cosa moralmente inaccettabile.

Contro ogni forma di discriminazione della donna , dettata da movimenti islamisti e reazionari che vogliono mettere il sesso femminile in una condizione di assoluta minorità giuridica e subordinazione personale, si è battuta Rita El Khayat, candidata al Premio Nobel per la Pace nel 2008 e ospite di 21 minuti.

Scrive nel suo libro “La donna nel mondo arabo”:

Queste mutazioni rendono le donne degli esseri in piena mutazione; il mondo sembra aver accettato la sua marcia in una progressiva ed inesorabile corsa che porta a ridurre le distanze e livellare le differenze tra i popoli attraverso i fenomeni della creolizzazione e della globalizzazione. Si può pensare che il processo di globalizzazione porterà automaticamente a un cambiamento radicale della condizione e del ruolo della donna araba? La società araba può tollerare tali evoluzioni se queste minacciano di sconvolgerla? Nel resto del mondo non si immagina neanche a che punto la società araba abbia caratteristiche antropologiche marcate, quali la rigidità, la tendenza alla conservazione e l’atteggiamento di difesa nei confronti dello straniero e dell’Altro.

gaza

Mario Cucinella

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Il Re-design

Mario Cucinella nasce in Italia nel 1960. Dopo la laurea nel 1987 alla facoltà di Architettura di Genova, lavora nello studio di Renzo Piano prima a Genova e poi a Parigi. Nel 1992 fonda a Parigi lo studio Mario Cucinella Architects. Nel 1999 lo studio apre anche a Bologna, sede in cui si sposterà definitivamente qualche tempo più tardi. Sin dai primi passi Cucinella raccoglie importanti riconoscimenti in concorsi e premi internazionali. La sua sfera d’azione è molto ampia, e spazia dall’architettura residenziale e pubblica ai progetti di design industriale, dalle strategie per il controllo climatico ai grandi piani di sistemazione urbana. Coltiva in modo costante e trasversale un interesse specifico per i temi della progettazione ambientale e della sostenibilità in architettura. Non a caso i progetti che escono dallo studio tendono a un ideale di qualità architettonica che integra la sostenibilità, l’etica nei comportamenti e un impatto sociale positivo. Lo studio si avvale di architetti e ingegneri provenienti da diversi paesi e collabora intesamente con le università. Cucinella è Visiting professor all’Università di Nottingham e tiene regolarmente conferenze in Italia e all’estero. Nel corso di un seminario dal titolo emblematico More with less, ha sostenuto che la ricerca della bellezza architettonica è coniugabile alla sostenibilità ambientale degli edifici. Tre progetti dello studio portati a termine nel 2008 ne sono una dimostrazione eloquente. La nuova sede dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente di Ferrara ottiene un’efficienza straordinaria dei consumi di energia e luce, grazie anche all’uso della cosiddetta quinta facciata (il tetto), su cui si eleva una moltitudine di condotti di luce naturale. Il Centre for Sustainable Energy Technologies di Pechino, la cui forma spezzata ricorda una lanterna o un paravento della tradizione cinese, grazie ai giardini pensili esposti a sud e agli oltre 1.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, si comporta come una foglia che cattura l’energia solare. La casa 100k è un progetto che ha suscitato interesse anche oltre l’ambiente degli architetti. Non è solo un gradevole edificio contemporaneo di 100 metri quadrati: è una macchina bioclimatica che grazie al fotovoltaico integrato, alle superfici captanti, alla circolazione d’aria interna e alle strategie passive, è a zero impatto di CO2. Ed è inserito in uno schema aggregativo di case componibili che consentono di liberare progetti, aspirazioni e stili abitativi diversi.

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Casa 100K

Casa 100K


Patrizio Paoletti – Chairman

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Visionario, creativo e stratega, Patrizio Paoletti è riconosciuto come uno fra i massimi esperti internazionali di comunicazione relazionale.

Ricercato consulente personale e aziendale, collabora attivamente con InformAzione , società attiva nel campo della formazione e del coaching aziendale.

Brillante, creativo, coinvolgente, ha portato in Europa i grandi meeting motivazionali: decine di migliaia di persone hanno frequentato i suoi seminar spettacolo, capaci di giocare fra scienza e comunicazione in un mix che entusiasma, diverte e soprattutto motiva.

È la gestione della conoscenza l’elemento chiave dei percorsi di formazione di Paoletti. Dopo anni di studi passati a indagare le potenzialità dell’uomo, Paoletti ha messo a punto il sistema “R.A.D.R.O.®” sigla che

raggruppa le linee guida per puntare dritti verso il successo.

“Il sapere va riconosciuto,acquisito,differenziato, raggruppato e, infine,organizzato: solo così si raggiunge la visione d’insieme per trasformare le ambizioni in qualcosa di tangibile”.

Convinto filantropo e primo interprete del suo metodo pedagogico, è promotore con le due Fondazioni che ha creato – una porta il suo nome e L’Albero della vita – di innumerevoli progetti sociali, di fund raising e di ricerca e sviluppo nell’ambito delle scienze e della comunicazione.

E’ ispiratore di 21min – I saperi dell’eccellenza, innovativa piattaforma editoriale incentrata sui concetti di eccellenza e sostenibilità.

Patrizio Paoletti

www.patriziopaoletti.it

Il mio tempo libero per gli altri

Sono un ragazzo di 26 anni e da settembre scorso ho iniziato ad allenare gratuitamente una squadra di calcio di ragazzini in provincia di Milano. All’inizio ero titubante perchè non ero certo di avere abbastanza tempo per farlo (mi sto laureando e un paio di giorni la settimana lavoro in un bar del mio paese). Ora sono invece convinto di aver fatto la scelta giusta: per “i miei ragazzi” sono molto più di un allenatore. Nel corso dei mesi si è creato un bellissimo rapporto di rispetto, basato sul gioco, sul divertimento, ma anche sulle regole. Consiglio a chiunque di offrire un po’ del proprio tempo libero agli altri!

Gianfranco

Essere mamma

Ho 48 anni e due figli. Io e mio marito cerchiamo quotidianamente di crescerli ed educarli nel miglior modo possibile. Pur essendo spaventati dalla realtà esterna e dai tanti pericoli che si nascondono nella vita di tutti i giorni, non abbiamo mai ostacolato la loro indipendenza, sperando che i valori da noi trasmessi li guidino nelle loro scelte personali.
Penso che il lavoro di genitore sia uno dei più difficili al mondo, perchè non esistono manuali o regole universali.
L’amore e il rispetto, pero’, mi stanno guidando e mi guideranno sempre.

Lucia P.

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