Archivio di luglio 2009

L'università a piedi nudi… per imparare a vivere

L’insegnamento di Gandhi a favore di una società più equa non ha sortito solo l’effetto di rendere l’India un Paese indipendente, ma ha avuto molti emulatori, in tutto il mondo. Uno dei più fedeli, e non solo perché connazionale del Mahatma è senza dubbio Sanjit Bunker Roy, premiato pochi mesi fa a Verona con il “Grosso d’oro” in segno di riconoscimento per una vita spesa in gran parte a favore della solidarietà.

La vita di Sanjit assomiglia alla parabola esistenziale di Francesco d’Assisi: la sua famiglia, pur non essendo ricca, lo aveva destinato alla carriera diplomatica, facendogli frequentare le scuole migliori.

Ma nel 1965 Sanjit, in occasione di una tremenda carestia che funesta la regione del Bihar fa l’esperienza dell’estrema ingiustizia che il sistema delle caste crea tuttora nella società indiana. Annuncia allora alla madre di voler vivere come povero tra i poveri e lascia tutto, tra l’incomprensione della famiglia.

Nel 1971 Roy riesce a fondare il Barefoot College: si tratta di un esperimento sensazionale, la prima università “dei poveri” al mondo. Al Barefoot si sta naturalmente a piedi nudi (a partire da Sanjit), e si impara una lezione unica: vivere con poco, solo 150$ al mese. Si mangia, dorme e lavora sul pavimento: la filosofia di base è che per aiutare i poveri bisogna condividere la loro condizione, risolvendo alcuni problemi di base in modo semplicemente geniale: ad esempio, per risolvere il cronico problema della mancanza d’acqua si raccoglie acqua piovana… e se ne ha in abbondanza, anche laddove vi è più siccità.

impronta

Pier Mario Vello

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La Passione

Pier Mario Vello si laurea in filosofia all’Università di Torino nel 1975, e nel 1982 consegue il Master biennale in Economia e Gestione d’Azienda all’Università Bocconi di Milano. La sua carriera di dirigente lo porta a ricoprire posizioni in aziende di rilevanza internazionale, fino a diventare Chief Executive Officer di Unes Supermercati e Direttore di divisione in Roche. In questa posizione dedica un’attenzione fuori dal comune ai fattori umani e al rapporto con i dipendenti e gli stakeholder, raggiungendo livelli che gli sono valsi prestigiosi riconoscimenti, come il premio Paul Harris Fellow della Fondazione Rotary International ‘per il significativo apporto nel promuovere una migliore comprensione fra le persone’. In parallelo con l’attività professionale, svolge un’intensa attività di insegnamento ed elaborazione teorica. Dal 1997 al 1999 è docente al Master in Comunicazione Aziendale dell’Università Cattolica di Milano. Tiene corsi al Project Management Institute di Parigi e all’Istud di Milano. Al primo libro La direzione per politiche creative – Come produrre accelerazione aziendale (1997), seguono L’impresa del terzo millennio – Come pensano e agiscono le learning organization (2000) e Il percorso strategico creativo – Un nuovo approccio al management in un’economia che cambia: tecniche per il disegno dell’innovazione strategica e per la sua realizzazione (2000), Da reattivi a creativi: come realizzare una learning organization (2002). Il suo interesse si focalizza in modo particolare sulle metodologie della learning organization. La sensibilità allo sviluppo del potenziale umano e in parallelo la promozione della cultura e della filantropia lo portano a guardare verso orizzonti più ampi. Nel febbraio del 2006 diventa Segretario generale della Fondazione Cariplo per accompagnare il passaggio da ente filantropico tradizionale a soggetto che interviene nel sociale come motore di innovazione. L’ente è oggi fra i principali organismi filantropici nel mondo , e raccoglie la grande tradizione di 180 anni di sostegno sociale della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde. Dal 1991, anno della sua nascita, Fondazione Cariplo ha sostenuto circa 20 mila progetti l’anno, per oltre un miliardo e 700 milioni di euro, così ripartiti: servizi alla persona – 36%, arte e cultura – 36%, ricerca scientifica – 9%,  ambiente – 2%, filantropia e volontariato – 14%. Attualmente la Fondazione finanzia circa mille progetti all’anno.

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Pier Mario Vello

www.fondazionecariplo.it

Davide Oldani: ingredienti "old", spirito nuovo

Davide Oldani non è il tipico chef di successo: ha, è vero, aperto un ristorante molto “trendy” (e affollato), il “D’O”, ma lo ha fatto in un luogo inaspettato, a Cornaredo, piccolo centro dell’hinterland milanese. La sua è una vera e propria sfida: coniugare una cucina raffinata con prezzi modici e un locale senza molte pretese. Di questa sfida parla nel suo libro da poco uscito “La mia cucina Pop, l’arte di caramellare i sogni”, uscito per i tipi di Rizzoli.

L’evidente riferimento gastronomico del titolo non è casuale: il piatto-simbolo dell’esperimento gastronomico avviato da Oldani è la cipolla caramellata. Un mix, dunque, di quelle materie prime povere, “popolari”, appunto, che sono tipiche della nostra tradizione culinaria, con la fantasia “al caramello” di un grande chef. Che è, a suo modo, un rivoluzionario: lontano dagli stereotipi molto “glamour” che circondano la gastronomia, vicino invece a una visione  “sostenibile” che porta a rimettere in auge e valorizzare gli ingredienti più umili (e non per questo meno appetibili) offertici dal territorio in cui viviamo.

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Gilead Sher

L’Ascolto

Gilead Sher nasce in Israele nel 1953, discendente di Baruch Mizrahi, una famiglia che risiede a Gerusalemme dal 1620. Si laurea presso la Scuola di Legge della Hebrew University e nel 1981 ottiene l’iscrizione all’Albo di Legge israeliano. Frequenta corsi di Project finance all’Università di Harvard (1999) e alla World Bank (1996). Dal 1999 al 2001 è capo dell’Ufficio del Primo Ministro israeliano e capo della delegazione per l’accordo di pace fra Israele e Palestina. È fra i fondatori dello studio legale Aaronsohn Sher, Aboulafia, Amoday & Co., uno dei più importanti studi legali in Israele. Alll’interno dello studio Sher si occupa di diritto societario, Project finance, investimenti e transazioni internazionali, legge costituzionale, risoluzione dei conflitti. Sher tiene annualmente lezioni alla Wharton School della Pennsylvania University sui temi della negoziazione e della risoluzione dei conflitti. Ha tenuto conferenze in diversi atenei negli Stati, in America latina e in Europa, fra cui Harvard, Northwestern, La Sapienza, Luiss di Roma. Il coinvolgimento di Sher nella risoluzione delle crisi inizia durante il mandato  del Primo Ministro Yitshak Rabin, quando in veste di Colonnello delle Forze armate israeliane è delegato alle trattative  per l’accordo provvisorio. Questo impegno continuerà a lungo, in diverse forme, sia per conto del governo che di organizzazioni non governative. Avrà modo di lavorare al fianco di leader come Bill Clinton, Yasser Arafat, Isaak Rabin ed Ehud Barak. Dal 2001 Sher è più volte ospite di istituzioni e governi esteri in occasione di convegni dedicati alla pace regionale, all’anti-terrorismo su scala globale e all’economia regionale nel Medio Oriente. Per il suo impegno nel portare la pace nel Medio Oriente, nel 2002 è nominato Chevalier de l’Ordre National du Merite dall’ex Presidente della Francia Jaques Chirac. Nel 2002 Sher collabora con l’Istituto Van Leer di Gerusalemme a una iniziativa israeliana per la liberazione. Sher è Colonnello, Comandante di brigata e Vice Comandante di una divisione dei Corpi Armati, oltre che giudice militare. Membro del Consiglio per la Pace e Sicurezza e dell’Associazione per i Diritti Civili in Israele, Sher è stato membro fondatore del Centro di Responsabilizzazione del Cittadino in Israele, del Consiglio del Commercio Anglo-Israeliano e della Camera di Commercio e Industria Franco-Israeliana. Sher è anche Presidente dell’Associazione Shotokan Karate Israele: in questa disciplina ha ottenuto il titolo di quinto Dan. Gilead Sher è sposato e padre di quattro figli.

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21 grandi a Milano per ispirare il cambiamento

Milano 19, 20 e 21 novembre 2009, nel grande spazio del Palazzo del Ghiaccio la prima edizione di 21minuti – I saperi dell’eccellenza. L’evento è organizzato da InformaAzione, società di formazione con sede a Perugia con il Patrocinio della Comunità Europea per l’anno europeo della Creatività e Innovazione (European Year of Creativity and Innovation – EYCI).
Nell’arco di tre giorni, si avvicenderanno sul palco 21 protagonisti su scala internazionale della filosofia, dell’arte, della scienza, dello sport e dell’economia, con traduzione simultanea in sala (italiano e inglese).
I relatori hanno aderito con entusiasmo perché nessuno prima d’ora aveva chiesto loro di comprimere il proprio cammino umano in un racconto di 21 minuti. La sfida è proprio questa: arrivare all’essenza di una vita, attraverso i percorsi e le strategie, accendendo il desiderio di costruire visioni più ampie e aprire ad una creatività più alta. 21minuti nasce dalla convinzione che eccellenza e sostenibilità siano oggi due idee sovrapponibili: senza l’una non ci può essere l’altra, in ogni campo della vita.
È significativo che l’ideazione dell’evento parta dall’Italia e si irradii verso l’esterno, e non il contrario, come avviene di norma nel campo dei seminari e delle grandi conferenze, un settore che vede spesso il nostro paese importare eventi preconfezionati. 21minuti è molto di più che una conferenza internazionale: è un pensiero aperto, un metodo di lavoro per ispirare l’eccellenza, una matrice che produrrà eventi tematici, seminari, pubblicazioni, e soprattutto una rete di persone e organizzazioni.

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I 21 nel mondo

Agenda 21 è il programma (suddiviso in 40 capitoli) delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile: consiste in una pianificazione che affronta a livello mondiale, nazionale e locale tutti i campi nei quali la presenza umana ha impatti sull’ambiente.
La cifra 21 si riferisce al XXI secolo, in quanto temi prioritari di questo programma sono le emergenze climatico-ambientali e socio-economiche che l’inizio del Terzo Millennio pone inderogabilmente dinnanzi all’intera Umanità.
Il programma Agenda 21 prevede quattro macrosezioni:
1. Dimensioni Sociali ed Economiche
(lotta alla povertà; cambiamento della struttura dei consumi, della popolazione e delle dinamiche demografiche; promozione della salute e dei programmi sostenibili di popolamento; integrazione delle problematiche relative all’ambiente e allo sviluppo nel processo di decision-making).
2. Conservazione e Gestione delle Risorse per lo Sviluppo
(protezione dell’atmosfera; lotta alla deforestazione; protezione degli ambienti deboli; conservazione della diversità biologica; controllo dell’inquinamento).
3. Rafforzamento del ruolo dei Major Groups
(comprende i ruoli dei gruppi di rappresentanza dei bambini e dei giovani, delle donne, delle Organizzazioni Non Governative, delle autorità locali, del commercio e dei lavoratori).
4. Mezzi per l’Esecuzione del programma Agenda21
(comprende la scienza, la diffusione della tecnologia, l’educazione, le istituzioni internazionali e i meccanismi di finanziamento).

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FASE

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Fil rouge dei percorsi formativi “di 21 Minuti, I saperi dell’eccellenza” è il metodo F.A.S.E, un percorso tecnologico di Pedagogia del Terzo Millennio® che trasforma il concetto di gestione del tempo, a cui tutti fanno riferimento, nel concetto di gestione della vita.

FASE è una percorso educativo che si appoggia su quattro principi organizzanti e consequenziali che permettono ai discenti di riorganizzare i propri schemi di riferimento in paradigmi orientati all’eccellenza, più ampi, più concreti e certamente più consoni alla propria meta finale.

Filosofia è intesa come una visione molto ampia della vita che considera la relazione dell’individuo con tre grandi tematiche:la vita, ovvero il grande contenitore,le cose ovvero gli strumenti e gli oggetti di potere che incontriamo lungo il percorso, e quindi la gente, gli altri, quelli che io chiamo tessuto neuronale espanso.

Arte è la ricerca del contributo di senso che deve caratterizzare sempre di più le nostre gesta quotidiane. E’ la ricerca costante della risposta giusta alla sollecitazione, che è il superamento della logica meccanica ambientale di Sollecitazione-Risposta nel tentativo di rivolgersi ai livelli logici che più dovrebbero caratterizzare il genere umano: i valori, l’etica, l’identità.

Scienza: è la verifica – distante, distaccata e determinata – dell’opera in corso, per fare il punto nave costante, accertandosi di avere il giusto orientamento. E’ anche lo studio della riproducibilità dell’evento, la comprensione delle procedure e dei processi che determinano il successo, ovvero l’accadimento.

Economia è il naturale punto di arrivo (e di rilancio) degli uomini di successo, frutto di una vita organizzata e appassionata, retta dalla legge d’economia a cui tutti gli uomini eccellenti giungono: fare il mimino sforzo per ottenere

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